La proposta: "Intitolare una piazza di Rimini a Bettino Craxi"
"Bettino Craxi fa parte a pieno titolo della storia patria, accanto a figure come Giolitti e De Gasperi", spiega Crisafulli del Movimento Libera-Socialista
Intitolare una piazza di Rimini a Bettino Craxi. La proposta arriva dal riminese Edoardo Crisafulli, responsabile pro tempore del Movimento Libera-Socialista di Rimini, attraverso una lettera aperta indirizzata al sindaco Sadegholvaad e alla giunta comunale. "La politica estera craxiana - scrive Crisafulli - rappresenta un modello di lungimiranza e coerenza. In ambito europeo, Craxi sostenne con convinzione il processo di integrazione, sempre tutelando l’interesse italiano; in ambito mediterraneo promosse iniziative di dialogo e mediazione. All’interno dell’Internazionale socialista si batté per la pace fra i popoli, mediando incessantemente nel conflitto israelo-palestinese. Al tempo stesso, combatté una battaglia politica e culturale contro ogni forma di estremismo ideologico e si schierò sia contro la dittatura di Pinochet in Cile sia contro la dittatura sovietica, impasto mostruoso di corruzione, povertà e dispotismo. Sul piano interno, il suo esecutivo contribuì alla riduzione dell’inflazione e a una fase di crescita economica significativa — oltre il 3% annuo di aumento del PIL, percentuali che nessun governo della Seconda Repubblica ha mai raggiunto. Craxi ideò altresì riforme istituzionali dinamiche che segnarono il dibattito politico degli anni successivi".
Rimini, secondo Crisafulli, rappresenta un luogo significativo per l'intitolazione di una piazza a Craxi per tre motivi: nel 1881 ospitò la fondazione del Partito Socialista Rivoluzionario guidato dal romagnolo Andrea Costa, primo deputato socialista italiano; nel 1982 fu sede della prima Conferenza programmatica del Psi guidato da Craxi, che, assieme a Claudio Martelli, lanciò la formula “Meriti e bisogni”, sintesi di giustizia sociale, libertà e valorizzazione del merito, equilibrio fra diritti e doveri del cittadino; infine Rimini vanta "una solida tradizione socialista e amministrativa, che ha contribuito alla crescita civile e politica della comunità. Ricordiamo i due sindaci socialisti Massimo Conti e Marco Moretti".
"L’intitolazione di uno spazio pubblico non costituisce un giudizio unilaterale o acritico, bensì il riconoscimento del ruolo che una personalità di straordinario rilievo ha avuto nella storia nazionale: Bettino Craxi oggi fa parte a pieno titolo della storia patria, accanto a figure come Giolitti e Alcide De Gasperi, i soli tre statisti italiani dopo Cavour", scrive Crisafulli, che ricorda anche la parabola discendente di Craxi, avvenuta durante il periodo di "Mani pulite": "I manipolatori della storia nazionale sono soliti ricorrere a un metro di giudizio moralistico, chiamando in causa l’infausta stagione nota come Tangentopoli e la falsa rivoluzione giudiziaria soprannominata capziosamente Mani Pulite. Si tratta, evidentemente, di un’argomentazione inconsistente e pretestuosa: tutti i partiti dell’arco costituzionale della Prima Repubblica, al tempo della Guerra fredda, percepivano fondi illegali per finanziare le campagne elettorali e le burocrazie di partito. Il Partito comunista lo faceva con l’aggravante di percepire, in più, ingenti quantità di denaro dal regime dittatoriale sovietico. È ormai giunto il tempo di sottrarre la figura di un grande italiano alle polemiche meschine e faziose dei giustizialisti a senso unico".
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