La sedia che si trasforma in tavolo e altre rarità: alla scoperta dei tesori dell'antiquariato di Pennabilli

Dalla Cina imperiale alle botteghe parigine, passando per mobili trasformabili e angoliere dipinte

17 luglio 2026 12:58
La sedia che si trasforma in tavolo e altre rarità: alla scoperta dei tesori dell'antiquariato di Pennabilli -
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Ci sono oggetti che raccontano storie di viaggi, incontri e trasformazioni. Alcuni hanno attraversato continenti prima di arrivare fino a noi, altri nascondono funzioni inaspettate o testimoniano saperi artigianali oggi quasi scomparsi. Accanto agli antiquari, c'è poi chi lavora ogni giorno per conservare questo patrimonio e tramandarlo nel tempo. La terza puntata de I tesori di Pennabilli raccontati dagli antiquari accompagna i visitatori alla scoperta di alcune delle curiosità più sorprendenti presenti alla 55ª Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato.

Un vaso nato in Cina e completato a Parigi

Tra i tesori in esposizione, c'è un raffinato vaso proposto da Bonanomi Antiquario, nato in Cina e trasformato in Francia prima di arrivare, quasi due secoli dopo, a Pennabilli. La sua storia comincia in Oriente, dove viene realizzata la preziosa porcellana Celadon, tra le più apprezzate della tradizione cinese. Destinata all'esportazione verso l'Europa, la porcellana intraprende un lungo viaggio che la porta fino a Parigi, dove nella seconda metà dell'Ottocento viene impreziosita da una raffinata montatura in bronzo dorato. Ed è qui che nasce l'oggetto che vediamo oggi. "È proprio questo che mi affascina - racconta l'antiquario - nasce in Cina ma trova la sua forma definitiva in Francia. È il risultato di due culture che si incontrano". Ritrovato in una residenza privata del bresciano, il vaso racconta una stagione in cui l'Europa guardava all'Oriente con meraviglia e collezionare significava spesso portare dentro casa un frammento di mondo lontano.

La sedia che diventa tavolo

A prima vista sembra una semplice poltrona da scrittoio. Bastano però pochi secondi per scoprire che nasconde un segreto. Proposta da Antiques Par Force, questa curiosa seduta toscana in ciliegio del primo decennio dell'Ottocento, con la sua pelle verde originale ancora perfettamente conservata, è in realtà un mobile trasformabile. Grazie a un ingegnoso sistema di guide e incastri, la poltrona ruota e si trasforma in un piccolo tavolo. Un oggetto nato in piena epoca napoleonica, quando il gusto per la funzionalità e per le invenzioni meccaniche trovava spazio anche nell'arredo domestico. "È uno di quei mobili che sorprendono ancora oggi - racconta l'antiquario - quando lo si vede trasformarsi, la prima reazione è sempre la stessa: stupore". Ad accrescerne il fascino contribuisce anche la provenienza, legata alla collezione della storica galleria romana di Franco Di Castro. A portarlo a Pennabilli sono stati i giovani antiquari di Antiques Par Force.

Le angoliere della scuola di Camerino

Ci sono mobili che nascono per occupare uno spazio marginale della casa e finiscono per diventarne i protagonisti. È il caso di questa coppia di angoliere laccate e dipinte della seconda metà del Settecento, proposta da Antichità Mazzoli. Provenienti dalle Marche, sono attribuite alla celebre scuola di Camerino, uno dei più importanti centri italiani per la produzione di mobili decorati. Le angoliere sono state ritrovate dall'antiquaria in una casa nei pressi di Caprino Bergamasco, dove erano custodite da una famiglia che le aveva acquistate molti anni prima. Le delicate pitture e la qualità della laccatura raccontano una tradizione artigianale che raggiunse livelli altissimi, tanto che alla scuola di Camerino furono affidati anche importanti lavori per la Biblioteca Vaticana.

L'orchestra delle ranocchie

Tra i pezzi più curiosi presenti a Pennabilli Antiquariato c'è senza dubbio una piccola orchestra molto speciale formata da ranocchie. Proposto da Antichità Brandina, il gruppo è composto da una serie di porcellane ottocentesche di area austro-tedesca che raffigurano simpatiche rane intente a suonare diversi strumenti musicali. "Sono oggetti che fanno sorridere appena li si vede - racconta l'antiquario - e non è una qualità così comune"

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