L'Alta Valmarecchia e il suo potenziale da "sbloccare": partecipato incontro a Sant'Agata Feltria
Rimini locomotiva che viaggia ad alta velocità: dopo aver agganciato i vagoni della Bassa Valmarecchia, ora deve farlo con l'Alta Valle
di Riccardo Valentini e Riccardo Giannini
Un incontro per riflettere sul futuro dell'Alta Valmarecchia e dei territori montani, su criticità e potenzialità. Ieri sera (venerdì 30 gennaio) il teatro Mariani di Sant'Agata Feltria ha ospitato il convegno "il valore del territorio collinare-montano", voluto fortemente dal Rotary Club Novafeltria Alto Montefeltro. È stato proprio il presidente del club, Gianni Marra, a introdurre gli ospiti della serata, dopo aver ringraziato il Past governor Maurizio Marcialis: partendo dal sindaco di Sant'Agata Feltria Goffredo Polidori, per i consueti saluti istituzionali, e da Marino Albani, assistente del Governatore Rotary per Romagna Sud e Repubblica di San Marino. Marra, al termine del convegno, ha poi consegnato a tutti i relatori un gagliardetto del Rotary Club Novafeltria Alto Montefeltro.
Ed è stato piuttosto corposo l'elenco dei relatori: Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio Romagna, Domenico Beneventi, vescovo della Diocesi San Marino-Montefeltro, il presidente della Provincia di Rimini Jamil Sadegholvaad, il consigliere regionale Nicola Marcello e Patrizia Rinaldis, presidente dei Gal Valmarecchia e Valconca. Il convegno è stato moderato da Riccardo Valentini, coadiuvato da Raffaella Nanni, che ha curato una parte introduttiva dedicata all’inquadramento territoriale della Valmarecchia.
L'incontro in teatro: applauditissimo il Vescovo Beneventi
L'incontro, dal titolo eloquente, ha avuto l'obiettivo di riflettere su un tema rilevante per il territorio riminese: la valorizzazione dell'Alta Valmarecchia. Centrale è l'aspetto turistico: l'indotto turistico della Provincia di Rimini è significativo, con milioni di arrivi e presenze che posizionano Rimini come primo comune balneare d’Italia per ricchezza prodotta dall’ospitalità. Un risultato supportato dal sistema fieristico, che nel solo 2024 ha registrato circa 2 milioni di visitatori. Nel 2025, a livello di presenze turistiche, il territorio riminese ha registrato una crescita: 7,4 milioni di turisti, con un aumento di 93.000 unità rispetto al 2024 e un +27% rispetto al 2023. Ma in tutto questo gli investimenti sono storicamente concentrati sulla fascia costiera. Da qui la necessità di riaccendere i fari sul territorio montano, che ha bisogno di essere sostenuto e valorizzato anche dal punto di vista turistico. Il convegno si è concentrato anche sulle ragioni che rendono più lenta, rispetto alla città e alla costa, la crescita dell'Alta Valmarecchia. Un territorio, si è evidenziato, ricco di iniziative di successo: basti pensare alle fiere autunnali e invernali di Sant'Agata Feltria. Ma queste iniziative spesso sono frammentate: nascono da singoli Comuni o dalle singole Pro Loco, dando vita a una promozione disomogenea e “a macchie di leopardo”.
È stato sottolineato come un singolo Comune della Valmarecchia non abbia, da solo, la forza sufficiente per promuoversi in modo efficace. La soluzione individuata è quella di una strategia unitaria, fondata su un brand Valmarecchia condiviso, capace di rappresentare l’intero territorio. Attualmente, infatti, sembra mancare una regia unica e condivisa tra tutti i Comuni.
Il Vescovo Domenico Beneventi, applauditissimo nel suo intervento, ha espresso parere favorevole per entrambi i progetti: un brand unico e soprattutto un tavolo di regia sotto il coordinamento provinciale. "Utile allo sviluppo del territorio? Di più, è necessario. Questa necessità permette di pensarsi insieme, concepirsi insieme e abbracciare insieme il futuro, un futuro da costruire con scelte condivise", ha riferito il Vescovo, che ha evidenziato un'altra criticità. A detta del Vescovo infatti la tassazione delle aree montane non può essere la stessa della più ricca costa. Serve quindi una politica di "de-fiscalizzazione" per rilanciare questi territori.
Il presidente della Provincia di Rimini Jamil Sadegholvaad concorda sulla necessità di un tavolo di regia, ma ha dubbi sul brand Valmarecchia, sottolineando quanto sia difficile già promuovere il brand Romagna. Per la promozione dell'Alta Valmarecchia l'idea potrebbe essere un "Info point" a Rimini. Sadegholvaad guarda il bicchiere mezzo pieno, quello di presenze turistiche raddoppiate nell'entroterra negli ultimi 15 anni. E rilancia su uno dei suoi cavalli di battaglia, la necessità di raffozare la sinergia tra Rimini e l'Alta Valmarecchia: "Credo che uno degli impegni più importanti, da sindaco di Rimini e Presidente della Provincia, sia quello di creare un rapporto tra costa ed entroterra, dove la costa si fa promotrice, anche in modo interessato, dell'entroterra. È evidente che un turista che venga a Rimini possa dormire negli alberghi della costa, ma poi scoprire durante la vacanza i territori dell'entroterra. E magari tornare l'anno dopo per soggiornare a Pennabilli, Sant'Agata. La Riviera può essere ambasciatrice della Valmarecchia".
Infine, Sadegholvaad ha posto l'attenzione su una delle criticità più evidenti: "Per salvare questa area occorre riportare residenti veri e servizi e attività economiche. E possibilmente lavoro, per non costringere ogni giorno chi vi abita a farsi 30 km o a una famiglia che vive a Casteldelci di fare 10 chilometri per portare la figlia in palestra o a danza".
Anche il consigliere regionale Nicola Marcello ha sottolineato i lati positivi di un territorio, l'Alta Valmarecchia, che è esempio per tutti i territori montani della Regione. Dal Vescovo Beneventi sono arrivati elogi ai sindaci, per l'impegno profuso nel gestire realtà territoriali lontane dal "centro" e alle prese con molte difficoltà. Marcello è concorde sia sull'idea di un brand Valmarecchia, sia su quella del tavolo di coordinamento: "Credo di sì. Ma non deve essere l'ennesimo tavolo, ci si deve porre degli step ogni 3-5 mesi, massimo sei, per dire cosa si è fatto e cosa si può fare. Non il solito tavolo per dire che si è fatto qualcosa".
Concorda con Marcello, la presidente dei Gal Valmarecchia e Valconca, Patrizia Rinaldis, che ricopre anche un ruolo apicale nell'associazione albergatori riminesi:"I tavoli tanto per farli non sono molto produttivi. Ci confrontiamo spesso con i sindaci". È necessario quindi convocare tavoli, ma ponendo degli obiettivi specifici, volta per volta.
Per ciò che concerne l'indotto dei territori, una soluzione potrebbe essere l'introduzione della tassa di soggiorno. "Potrebbe dare delle risorse, ma solo se viene gestita a livello di Unione dei Comuni. Singolarmente non ha valore", evidenzia Rinaldis, che aggiunge: "Un punto di raccolta unico e di gestione unica potrebbe portare risorse valide per la promo commercializzazione". Imprescindibile la capacità di attrarre fondi attraverso i bandi, spesso una nota dolente, perché i Comuni dell'Alta Valmarecchia non dispongono di personale qualificato. Rinaldis ha ribadito l'impossibilità di creare una figura ad hoc, benché il personale del Gal sia sempre al fianco di imprenditori ed enti pubblici. "Noi possiamo solo affiancare. Lo scoglio è duplice, la difficoltà e l'interpretazione che ai bandi vengono dati a livello regionale".
Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio di Romagna, ha sottolineato le difficoltà dei territori dell'entroterra, rimarcando l'esempio positivo della Valle del Savio, che si distingue in quanto collegata al resto del territorio attraverso la E-45. Un intervento che si ricollega al dibattito sulla necessità di potenziare i servizi, ma anche i collegamenti, e quindi sulla riqualificazione della strada Marecchiese, la via di comunicazione che collega l'entroterra alla costa, tracciato che al momento ha tempi di percorrenza piuttosto lunghi e spesso teatro di incidenti stradali.
Alta Valmarecchia: una visione comune per il rilancio
In definitiva, l’Alta Valmarecchia conta complessivamente 17.900 abitanti distribuiti in 8 Comuni, alcuni dei quali molto piccoli, come Casteldelci con 358 residenti o Maiolo con circa 780 abitanti, su un territorio vasto di circa 330 km quadrati. Numeri che rendono ancora più evidente la necessità di una visione comune.
Considerando anche la bassa Valmarecchia, i Comuni diventano 11, includendo Santarcangelo di Romagna, Verucchio e Poggio Torriana, che insieme superano i 37.700 abitanti. Questi centri, anche grazie alla maggiore vicinanza con Rimini, seguono un percorso in parte autonomo e non presentano oggi le stesse criticità dei Comuni dell’alta valle. Santarcangelo di Romagna è ormai una cittadina modello per eventi e commercio, mentre Verucchio ha quasi raddoppiato la propria popolazione dal 1990 al 2025.
In conclusione, utilizzando la metafora emersa durante la serata, in uno degli interventi del moderatore Riccardo Valentini, la locomotiva Rimini viaggia a grande velocità e sta già trainando i vagoni della bassa Valmarecchia. La sfida ora è riuscire ad agganciare anche gli otto vagoni dell’alta Valmarecchia, ricchi di risorse, potenzialità e opportunità ancora da esprimere pienamente.
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