L’antico alveo che custodisce la biodiversità più rara d’Emilia-Romagna, un rifugio per specie rare e protette

L’antico alveo del torrente Parma, oggi riserva naturale: scopri il suo ecosistema unico in Emilia-Romagna.

A cura di Redazione
29 agosto 2025 18:00
L’antico alveo che custodisce la biodiversità più rara d’Emilia-Romagna, un rifugio per specie rare e protette - Foto: Cincell/Wikipedia
Foto: Cincell/Wikipedia
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Un antico alveo trasformato in oasi naturale

La Riserva Naturale Parma Morta si trova nella bassa parmense, nel territorio del comune di Mezzani, lungo la riva destra del Po. Questo sito di straordinario interesse naturalistico corrisponde a un antico meandro del torrente Parma, isolato dal corso principale nel XIX secolo a seguito di interventi idraulici che ne modificarono radicalmente il tracciato.
La separazione artificiale del torrente, avvenuta per motivi di sicurezza idraulica e di controllo delle piene, ha generato una lanca fluviale che nel tempo è diventata un rifugio di biodiversità raro per la Pianura Padana. Oggi la riserva ospita canneti estesi, saliceti umidi e formazioni di boschi igrofili che offrono rifugio a numerose specie di animali e piante, diventando un laboratorio naturale a cielo aperto per studiosi e appassionati di ecologia.

Dal punto di vista paesaggistico, la Parma Morta rappresenta un esempio unico di paesaggio fluviale fossile, dove è ancora leggibile l’antico corso del fiume, circondato da prati umidi e zone palustri. Durante le stagioni delle migrazioni, il sito diventa tappa fondamentale per molte specie di uccelli acquatici, trasformandosi in una destinazione privilegiata per il birdwatching e la fotografia naturalistica.

Un rifugio per specie rare e protette

La riserva copre circa 64 ettari ed è oggi gestita dall’Ente Parchi Emilia Occidentale, che cura la manutenzione dei sentieri e lo svolgimento di attività didattiche e visite guidate. È riconosciuta come Zona di Protezione Speciale (ZPS) e Sito di Importanza Comunitaria (SIC) nell’ambito della rete Natura 2000, grazie alla presenza di habitat prioritari tutelati dall’Unione Europea.

In questo piccolo scrigno vivono oltre 600 specie vegetali, tra cui piante tipiche degli ambienti umidi come carici, salici bianchi e pioppi neri. Anche la fauna è di grande rilievo: qui nidificano aironi rossi, tarabusini, cavalieri d’Italia e nitticore, mentre le acque stagnanti e le pozze periodiche ospitano anfibi rari come la rana di Lataste, una specie considerata vulnerabile in Europa. La riserva è anche rifugio per insetti impollinatori e per rettili innocui ma importanti per l’equilibrio dell’ecosistema, come la natrice tassellata.

La gestione attiva prevede il controllo della vegetazione invasiva e la creazione di percorsi attrezzati per consentire ai visitatori di scoprire l’area senza disturbare la fauna. Grazie a pannelli informativi e punti di osservazione, la Parma Morta è diventata un luogo di educazione ambientale per scuole e famiglie interessate alla natura.

Curiosità

Il nome potrebbe sembrare funesto, ma in realtà “Parma Morta” indica un alveo fluviale abbandonato: un tratto del torrente Parma che non riceve più acqua dal corso principale ma che, grazie alle acque di falda e talvolta alle piene del Po, continua a mantenere un ecosistema vivo e dinamico. Questo fenomeno rende la riserva un raro esempio di lanca fluviale attiva in Emilia-Romagna, un tipo di habitat ormai scomparso in gran parte della pianura a causa delle bonifiche e della canalizzazione dei fiumi.

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