Lavoratori stagionali accusati di violenza su una turista: arriva il non luogo a procedere
Tracce di dna dei due uomini sul corpo di lei trovata stesa su un marciapiede in stato confusionale: "L'abbiamo messa sotto la doccia per farla riprendere"
Il Gup del Tribunale di Rimini ha emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti di un 60enne di origine egiziana, pizzaiolo, e di un 49enne italiano, originario della provincia di Frosinone e cameriere, che erano stati denunciati da una turista svizzera e accusati di violenza sessuale. I fatti oggetto di indagine risalgono al 15 luglio 2024: secondo quanto ricostruito, la turista era stata ritrovata dai due lavoratori stagionali mentre era stesa a terra, su un marciapiede, ed era in stato confusionale. L'ipotesi accusatoria, oggi caduta, consisteva in una violenza sessuale consumata nella stanza di albergo in cui l'avevano portata. Sul corpo di lei erano state trovate tracce di Dna dei due indagati, che avevano però sostenuto di averla messa sotto la doccia per farla rinvenire, prima di chiamare il 118. La giovane era a Rimini in vacanza con il fidanzato e aveva accusato una perdita di memoria, dovuta all'assunzione di farmaci, droga e alcol. I due indagati erano difesi dagli avvocati Alessandro Coppa e Luca Montebelli.
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