Lavoro nero nel Riminese: scoperti oltre 120 irregolari, sanzioni fino a 300mila euro

Operazioni della Guardia di Finanza contro il lavoro irregolare: coinvolte 22 aziende

A cura di Michela Alessi Redazione
27 maggio 2026 08:38
Lavoro nero nel Riminese: scoperti oltre 120 irregolari, sanzioni fino a 300mila euro -
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Nel corso dei primi mesi dell’anno, le attività svolte dalle Fiamme Gialle di Rimini hanno fatto emergere le posizioni di oltre 120 lavoratori irregolari o completamente in nero.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Rimini hanno verbalizzato 22 datori di lavoro per avere impiegato manodopera irregolare o completamente in nero. Nei confronti di 20 di questi è stata richiesta al competente ITL l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività. La richiesta è stata motivata dall’impiego, presso l’unità produttiva ispezionata, di personale in nero in misura pari o superiore al 10% dei lavoratori complessivamente occupati nel luogo dell’accertamento ispettivo.

Per i 22 datori di lavoro che hanno violato la normativa lavoristica sono state inoltre calcolate sanzioni complessive che variano da un minimo di 150mila euro a un massimo di 300mila euro. Si ricorda, in merito, che la sanzione è commisurata a diversi fattori, tra cui il numero di giorni di effettivo impiego del lavoratore irregolare o in nero e il numero di lavoratori in nero.

Un soggetto è stato inoltre segnalato per l’utilizzo di manodopera straniera priva delle prescritte autorizzazioni a prestare la propria opera, in violazione dell’articolo 22, comma 12, del D.Lgs 289/98.

Il contrasto al lavoro sommerso e irregolare, con la contestuale verifica del rispetto dei diritti dei lavoratori, rientra tra le priorità operative della Guardia di Finanza. Si tratta di attività finalizzate non solo al recupero delle somme illecitamente sottratte alle casse erariali, ma anche alla prevenzione di condotte illecite, soprusi e sfruttamenti che i dipendenti possono essere costretti a subire pur di mantenere il proprio posto di lavoro, spesso a condizioni economiche e orarie non conformi alla normativa giuslavoristica.

Nei prossimi mesi, con l’avvio della stagione balneare, sarà intensificata la vigilanza nei settori che in questo periodo registrano un aumento della manodopera. Gli interventi, che si aggiungeranno ad altre attività già in corso, rientrano nella più ampia strategia di contrasto al cosiddetto “sommerso da lavoro” e alle correlate forme di sfruttamento della manodopera, uno degli obiettivi strategici del Corpo. Il “sommerso”, infatti, pregiudica gli equilibri economici e finanziari del Paese, sottraendo risorse all’Erario mediante la riduzione illegale dei costi fiscali, organizzativi e del lavoro, compromettendo inoltre la leale concorrenza tra imprese e imponendo spesso condizioni lavorative vessatorie e lesive della salute e della dignità umana.

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