Lavoro, Rapporto INPS: occupazione stabile e segnali positivi

I tassi di occupazione si mantengono elevati mentre la disoccupazione resta su livelli contenuti. Persistono differenze territoriali e di genere

A cura di Michela Alessi Redazione
22 gennaio 2026 09:36
Lavoro, Rapporto INPS: occupazione stabile e segnali positivi  - Repertorio
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Il mercato del lavoro italiano nel 2025 restituisce un quadro complessivamente incoraggiante. I tassi di occupazione si mantengono elevati, attorno al 63 per cento, mentre la disoccupazione resta su livelli contenuti, in linea con quanto osservato nel 2024. Persistono differenze territoriali e di genere, ma il Rapporto Annuale INPS evidenzia un progressivo riavvicinamento, con miglioramenti significativi soprattutto per le donne e per i giovani.

Nel 2024 gli assicurati INPS superano i 27 milioni, con un incremento di circa 400 mila unità rispetto al 2023. Le crescite più marcate riguardano le lavoratrici, che registrano un aumento del 6,7 per cento, e gli under 34, in crescita dell’11,2 per cento. L’ultimo Osservatorio sul Mercato del Lavoro conferma la tendenza: a settembre 2025 il saldo annualizzato delle posizioni del settore privato è positivo per oltre 357 mila rapporti, l’89 per cento dei quali a tempo indeterminato. L’intensità del lavoro si mantiene stabile.

I dati sono stati presentati oggi a Roma, presso Confindustria, in occasione della disseminazione del XXIV Rapporto Annuale INPS, alla quale hanno partecipato Lucia Aleotti, vicepresidente di Confindustria per il Centro Studi, Gianfranco Santoro, direttore centrale Studi e Ricerche INPS, Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi Confindustria, e Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria per il Lavoro.

A concludere la presentazione è stato l’intervento del presidente dell’INPS, Gabriele Fava, che ha sottolineato il ruolo strategico del Rapporto come strumento di lettura e di responsabilità condivisa: «Non siamo di fronte a un semplice insieme di numeri. Siamo di fronte a una mappa che indica la direzione del sistema produttivo e il modo in cui questa si riflette sul sistema previdenziale. Il lavoro cambia con rapidità e pretende competenze adeguate. La tenuta della previdenza dipende dalla capacità di rafforzare un sistema produttivo competitivo, innovativo e capace di formare talento. L’INPS sta potenziando gli strumenti a disposizione delle imprese, rendendo più tempestivi i dati e più affidabili i servizi digitali».

Secondo il presidente, «prevedere i problemi è più efficace che inseguirli. Un sistema che individua le criticità prima che diventino crisi è più efficiente, più organico e più capace di proteggere il tessuto produttivo. Serve una nuova alleanza con le imprese. La sostenibilità previdenziale nasce dall’occupabilità, non dall’assistenza, e riguarda tutti. Imprese e Istituto condividono una stessa responsabilità nei confronti del futuro produttivo del Paese. La sfida non è attendere il cambiamento, ma governarlo con serietà e visione».

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