Le tragedie di Roma sono un allarme da non sottovalutare: "Così a Rimini aiutiamo le famiglie con persone fragili"

Caregiver familiari per anziani e disabili, il rischio di restare soli dietro la porta di casa: le parole dell'assessore Gianfreda

08 ottobre 2026 12:51
Le tragedie di Roma sono un allarme da non sottovalutare: "Così a Rimini aiutiamo le famiglie con persone fragili" - L’assessore Kristian Gianfreda
L’assessore Kristian Gianfreda
Condividi

Prevenire e sostenere le famiglie, per evitare tragedie avvenute recentemente a Roma, in situazioni di sovraccarico e di difficoltà, per chi assiste persone fragili. L'assessore del Comune di Rimini Kristian Gianfreda parla di drammi da non ignorare, che parlano di "famiglie che portano da sole il peso di una malattia o di una disabilità" e di "situazioni estreme che vanno gestite e, ancora prima, prevenute con un'assistenza diversificata e vicina alle persone". L'assessore rassicura: "A Rimini si lavora da anni in questa direzione, con una presenza diffusa sul territorio e interventi pensati sia per i casi gravi sia per quelli meno evidenti, che emergono di volta in volta attraverso segnalazioni o incontri". Poi spazio ai dati e alle strategie: "Il Distretto ha costruito una rete che parte dalla demenza. Nel 2025 le 17 sedi, tra Centri d'Incontro e Caffè Alzheimer hanno svolto 850 incontri, con 515 persone e 97 familiari coinvolti, accompagnati da un passaggio graduale da una realtà all'altra secondo la valutazione dei professionisti. Ai caregiver è dedicato un sostegno specifico: 15 gruppi per 152 incontri e 288 partecipanti, oltre a 463 colloqui individuali con le psicologhe dei centri, rivolti a 346 familiari. A casa, il progetto Demedos ha attivato quest'anno una quindicina di percorsi che affiancano la persona malata, il familiare e l'assistente privata nella vita quotidiana. Poi c’è il progetto Parent training che prevede la realizzazione di gruppi di parent training rivolti a genitori e/o caregivers di persone con disabilità.  Si tratta di un intervento psicosociale che prevede la realizzazione di incontri di gruppo condotti da uno psicologo e un educatore. Lo sportello Assistente in Famiglia aiuta poi a orientarsi nella ricerca e nella gestione regolare di una badante". Gianfreda si sofferma anche sui ricoveri di sollievo, quando una persona non autosufficiente viene ospitata temporaneamente in una struttura assistenziale, per dare la possibilità al familiare caregiver di prendersi una pausa da questo difficile impegno: "I ricoveri di sollievo sono stati 191 e 42 anziani frequentano il centro diurno, mentre grazie al fondo regionale 13 caregiver hanno intrapreso un percorso con la psicologa o sono entrati in un gruppo di auto aiuto. Da gennaio abbiamo raccolto 49 autocertificazioni di caregiver, 12 riferite ad adulti non autosufficienti e 3 a minori, e per quelle relative ad anziani abbiamo contattato direttamente le persone per spiegare servizi e modalità di accesso. L'obiettivo è che nessun caregiver si senta solo nell'affrontare la fragilità o la malattia". "Sappiamo che quanto fatto finora non basta a mettere al riparo da ogni rischio, perché dietro ogni porta c'è una storia diversa e un carico che non sempre si lascia vedere. Per questo è necessario proseguire con convinzione su questa strada, rafforzando la rete e tenendo alta l'attenzione, affinché chi assiste un proprio caro trovi sempre qualcuno a cui rivolgersi prima che la fatica diventi isolamento”, chiosa Gianfreda.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail