Legge sul fine vita in Veneto scatena le proteste di due leghisti riminesi: "Lasciamo il partito"

Pari e Marchei rimangono all'opposizione in consiglio comunale, ma nel gruppo misto

06 settembre 2026 13:25
Legge sul fine vita in Veneto scatena le proteste di due leghisti riminesi: "Lasciamo il partito" - Andrea Pari e Loreno Marchei
Andrea Pari e Loreno Marchei
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Andrea Pari e Loreno Marchei, consiglieri comunali di Rimini della Lega, lasciano il partito in polemica dopo la recente approvazione della legge sul fine vita da parte della Regione Veneto, governata dal "carroccio". Rimarranno all'opposizione, nel gruppo misto. Tra i banchi della Lega rimangono dunque Ceccarelli e Zoccarato. In una nota, Pari commenta: "La mia scelta nasce da una distanza politica e culturale che considero ormai troppo profonda. Arriva un momento in cui la fedeltà a un’appartenenza non può prevalere sulla fedeltà a me stesso e a quel che ritengo vero e giusto.
Per me quel momento è arrivato"
. Pari parla della decisione della giunta regionale veneta sul suicidio medicalmente assistito come suo personale punto di rottura: "Non mi ha stupito che la maggioranza di centrosinistra dell’Emilia-Romagna abbia proposto e spinto per una legge sul suicidio assistito. È una posizione che appartiene da sempre al loro Dna politico. Mi ha stupito, per usare un eufemismo, che proprio il Veneto, bastione storico della cultura leghista, abbia imboccato questa strada, imprimendo peraltro una forte accelerazione e arrivando all’approvazione, attraverso emendamenti, di un progetto di legge di iniziativa popolare. Non credo che un tema così delicato possa essere affrontato soltanto attraverso la lente del consenso. Una scelta di questo genere non produce soltanto conseguenze giuridiche e organizzative: produce inevitabilmente anche conseguenze culturali. Il rischio è quello di contribuire a far percepire il suicidio come un’opzione tra le altre di fronte alla sofferenza e alla fragilità. Una scelta che, seppure in qualche modo avversata dal segretario federale, è stata sostenuta e applaudita da molti, forse troppi, esponenti del partito. Per me il problema non è quindi una singola votazione, è una questione di identità politica e culturale".  Marchei aggiunge: "La distanza dal partito, anche dopo quanto accaduto in Veneto sull’eutanasia, non mi permette più di rimanere silente rispetto all’ennesima condotta contraddittoria e contraria ai miei principi, e che tradisce quanto promesso agli elettori".

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