Lettera Cina contro vicesindaca Bellini, Cardelli (ass. Italia-Tibet): "Rimini non si faccia intimidire"
La lettera contro la visita della vicesindaca al Dalai Lama ha scatenato le proteste delle autorità cinesi
Claudio Cardelli, presidente dell'associazione Italia-Tibet, si definisce stupito dopo la lettera del consolato cinese che definisce "pericoloso separatista" il Dalai Lama, criticando la visita effettuata a Ladakh dalla vicesindaca di Rimini Chiara Bellini, in virtù del suo ruolo di docente ed esperta di cultura tibetana, nonché di privata cittadina, e non come rappresentante del Comune di Rimini."Il Dala Lama oggi ha 91 anni. Ha lasciato la sua carica politica nel 2011 e da quel momento si occupa esclusivamente di questioni spirituali ed etiche. Ovviamente per i tibetani il Dalai Lama rappresenta il loro paese, la loro cultura, la loro tradizione e la loro identità", premette Cardelli, che argomenta: "La professoressa Bellini, vicesindaca e stimata docente di tibetologia, ha avuto in Ladakh, dove si trovava per uno dei suoi ricorrenti viaggi di studio e ricerca, un breve incontro con il Dalai Lama. È bastato questo semplice e innocuo episodio a far scattare le minacciose e brutali proteste di Pechino e della sua diplomazia. Questa reazione dà la misura dell’attitudine della Repubblica popolare cinese che non tollera interferenze nei suoi affari interni mentre interferisce regolarmente in quelli delle altre nazioni".
Cardeli esprime per conto della sua associazione, che ha portato il Dalai Lama a Rimini in tre occasioni, esprime "ferma protesta di fronte a queste assurde modalità di comportamento delle autorità cinesi. Autorità che non hanno evidentemente alcuna dimestichezza con concetti quali libertà di pensiero, di parola e di opinione".
"Ci auguriamo che le istituzioni riminesi, aperte al dialogo e allo scambio tra culture diverse, non si lascino intimidire da quella che si dimostra un’ennesima chiara interferenza negli affari interni di un paese e di una comunità. Ricordo che Rimini è stata la prima città in Italia a conferire all’unanimità la cittadinanza onoraria al Dalai Lama nel 1994 suguita poi da altre ventisei città tra cui le più importanti. I gemellaggi tra città e gli scambi di doni sono proprio degli strumenti per promuovere il dialogo, la conoscenza, la tolleranza e il rispetto delle reciproche realtà culturali, sociali e politiche. Sarebbe auspicabile che questo valesse anche per la città di Yangzhou e per l’intera Cina", chiosa Cardelli.
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