Licenziata per il ritardo del report fornitori: il Tribunale dichiara illegittimo il provvedimento
L'accaduto è finito in tribunale e il giudice ha ritenuto il comportamento non sufficientemente grave da meritare il licenziamento
Licenziata per giusta causa dopo aver consegnato in ritardo il report sui fornitori aziendali. E' quanto successo ad una dipendente riminese, operante nel commercio all'ingrosso di prodotti ortofrutticoli. La donna, assunta nel 2024 con contratto part-time a tempo indeterminato, ha perso il lavoro nell'agosto 2025 con l'accusa di insubordinazione.
L'accaduto è finito in tribunale e il giudice ha ritenuto il comportamento non sufficientemente grave da meritare il licenziamento. La datrice di lavoro non è riuscita a dimostrare la legittimità del provvedimento espulsivo, come invece richiesto dalla legge. Lo riporta Corriere Romagna.
Il Tribunale ha quindi escluso la presenza di una "giusta causa" di licenziamento e ha disposto il risarcimento ma non il reintegro della lavoratrice. Questo in ragione del fatto che non si trattava di un caso di insussistenza del fatto materiale contestato, ma di un'ipotesi di licenziamento illegittimo per sproporzione della sanzione, rientrante nel regime indennitario previsto dal Jobs Act.
La società è stata dunque costretta a versare alla lavoratrice un'indennità risarcitoria pari a 4 mensilità e mezzo della retribuzione, per un totale di circa 3.300 euro.
30.9°