Lieve crescita di fatturato per le imprese edili del riminese, ma cala la ricchezza prodotta

Secondo gli ultimi dati economici di Prometeia 2024, il settore costruzioni di Rimini soffre, con diminuzione del valore aggiunto

10 aprile 2024 17:07
Lieve crescita di fatturato per le imprese edili del riminese, ma cala la ricchezza prodotta -
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Con gli ultimi Scenari economici Prometeia 2024 e i dati consuntivi 2023, inerenti la struttura e l’andamento dei principali settori nelle province di Forlì-Cesena e Rimini, prosegue l’attività di analisi economica dell’Osservatorio della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, successiva alla presentazione del “Rapporto sull’Economia Romagna – Forlì-Cesena e Rimini 2023 e scenari. Il terzo focus riguarda il settore Costruzioni.

In base agli ultimi scenari economici di Prometeia (gennaio 2024), il settore Costruzioni in provincia di Rimini ha chiuso il 2023 con una diminuzione del valore aggiunto dello 0,9% e un contestuale aumento delle unità di lavoro (+2,0%). Per il 2024, la previsione permane negativa per la ricchezza creata (‑4,3%) e lo diventa anche per le unità di lavoro (‑0,9%).

In provincia di Rimini, al 31/12/2023, si contano 5.089 imprese edili attive, pari al 14,8% del totale (16,7% in Emilia-Romagna e 14,8% in Italia); rispetto a dicembre 2022 lo stock è diminuito (‑4,4%) in misura maggiore rispetto quanto si osserva nel complesso di tutte le attività economiche della provincia (‑2,0%), con una variazione peggiore di quella regionale (‑2,2%) e in controtendenza alla nazionale (+0,2%). In diminuzione del 4,2% le imprese dedite ai “Lavori di costruzione specializzati” (sono il 74,7% delle imprese edili) e del ‑5,2% le imprese dedite alla “Costruzione di edifici” (24,5%) mentre aumentano del 7,7% quelle di “Ingegneria civile” (0,8%).

Quasi la totalità delle imprese attive provinciali delle Costruzioni (il 96,1%) ha una dimensione media di 1,6 addetti; il 3,7% delle imprese ha una dimensione di media di 17 addetti e le restanti (sono quattordici) hanno mediamente 76 addetti. Il 63,9% delle imprese attive edili è costituito da ditte individuali, mentre le società di capitale sono il 24,1%. Inoltre, nelle Costruzioni, ben il 77,7% delle imprese attive è artigiana.

Gli stranieri rappresentano il 27,6% degli imprenditori del settore delle Costruzioni; essi sono principalmente albanesi (39,5% del totale imprenditori stranieri del settore), rumeni (19,6%) e macedoni (6,6%). Il 70,1% degli stranieri ha meno di 50 anni contro il 35,6% degli italiani.

Dalle indagini sulla congiuntura, condotte nel 2023 presso le imprese della provincia di Rimini operanti nel settore delle Costruzioni, emerge un andamento positivo (+1,1%) del volume d’affari (fatturato) – elaborato come variazione media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 precedenti – inferiore, però, a quello regionale (+1,9%).

Secondo i dati forniti dalle Casse Edili operanti in provincia, riferiti all’annata edile che va da ottobre 2022 a settembre 2023, risulta stabile il numero totale dei dipendenti per i quali sono stati fatti versamenti presso tali organizzazioni (+0,1% rispetto alla precedente).

Aumentano le ore versate dalle 1.072 imprese iscritte presso le Casse Edili: si sono attestate a oltre 6,2 milioni (+4,9% rispetto al periodo precedente). Infine, cresce (+4,8%) anche la media per dipendente delle ore lavorate annualmente. Nel medio periodo, rispetto cioè all’annata edile 2017-’18, invece, si osserva un aumento medio annuo di tale indicatore del 2,1%.

Nel 2023 la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) autorizzata alle imprese della provincia di Rimini operanti nel settore delle Costruzioni registra un aumento consistente (+28,7% rispetto al 2022) anche se con valori ancora inferiori a quelli rilevati nel 2019. Sul totale delle ore autorizzate la CIG del settore delle Costruzioni incide per il 3,5%.

In ultimo, secondo l’Osservatorio del Mercato Immobiliare la provincia di Rimini, nel 2022 (ultimo anno intero disponibile), presenta una flessione sia delle transazioni nel segmento residenziale (‑2,4%) rispetto al 2021, in controtendenza con il trend positivo regionale (+1,8%), sia delle quotazioni medie 2022 (‑2,3% rispetto all’anno precedente).

Confrontando il dato provvisorio cumulato dei primi 3 trimestri del 2023 con lo stesso periodo del 2022 si rileva una diminuzione del 16,9% nel numero di contrattazioni residenziali provinciali (+8,9% se confrontato con lo stesso periodo 2019).

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