L'incubo di Miramare finisce in carcere: "Sono il boss". Anche il presidente pro loco minacciato: "Ti sparo"

Diverse le ipotesi di reato tra cui atti persecutori e tentata estorsione

01 maggio 2026 17:48
L'incubo di Miramare finisce in carcere: "Sono il boss". Anche il presidente pro loco minacciato: "Ti sparo" - Carabinieri PH ANSA
Carabinieri PH ANSA
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Un 44enne bosniaco è stato arrestato ieri (giovedì 30 aprile) per le ipotesi di reato di atti persecutori, tentata estorsione, lesioni personali, danneggiamenti e furto. L'uomo è stato infatti destinatario di un'ordinanza di misura cautelare in carcere. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri, da dicembre scorso l'indagato ha seminato il panico a Miramare, accanendosi verso diverse persone, tra cui il presidente della pro loco. Quest'ultimo, stando agli accertamenti svolti, era stato preso di mira, in quanto intervenuto dopo averlo visto disturbare i passanti, redarguendolo. Da quel momento iniziarono le minacce, fino al 23 aprile, quando l'indagato posizionò alcune transenne davanti alla porta del suo ufficio, minacciandolo: "Ti sparo, ti brucio l'ufficio e la macchina".

Tra le vittime, in base agli elementi raccolti, anche la titolare e i dipendenti di un bar. L'accusa di lesioni personali riguarda un episodio avvenuto il 6 aprile: secondo la ricostruzione investigativa, il 44enne procurò un trauma facciale e la rottura della mandibola a un dipendente, colpito con un pugno. Poi ci sono le tentate estorsioni, richieste di denaro fatte con minacce, tra esse quella di dar fuoco al locale. L'ipotesi di furto riguarda invece la sottrazione dello smartphone a una dipendente, che lamentò anche di aver subito il taglio degli pneumatici della propria auto. L'indagato, secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, si vantava di essere il boss di Miramare e millantava amicizie nella criminalità organizzata.

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