L'incubo dopo il dentista: protesi difettosa e denti persi. Specialista condannato a Rimini
Accolto il ricorso di una pensionata per un grave errore terapeutico commesso nel 2014. La sentenza impone il rimborso di tutte le spese mediche future per riparare il danno
Un intervento di riabilitazione odontoiatrica, finalizzato a ripristinare la normale masticazione di una paziente, si è risolto in un grave insuccesso terapeutico approdato in tribunale. Lo riporta Corriere Romagna.
I giudici di Rimini hanno riscontrato la responsabilità del dentista, imponendogli di corrispondere a una donna di 75 anni un indennizzo superiore ai 17mila euro, a cui si aggiunge il saldo delle spese legali. La sentenza porta la firma della magistrata Giorgia Bertozzi Bonetti, che ha dato ragione alla richiesta di risarcimento presentata dalla donna contro lo specialista.
L'inizio dell'incubo
Nel 2014 la vicenda ha preso il via con un piano di riabilitazione delle arcate dentarie. La donna, assistita dall'avvocata Carla Degli Esposti, si era rivolta all'odontoiatra per una parziale edentulia che stava compromettendo la corretta funzione masticatoria.
Il trattamento eseguito si è però rilevato errato e ha provocato ulteriori problemi alla donna rendendo necessari nuovi interventi. Nel corso del procedimento è stata acquisita la consulenza tecnica d'ufficio svolta in sede preventiva, dalla quale è emerso che la terapia implantoprotesica scelta era, in astratto, appropriata per le condizioni della paziente, ma che la sua realizzazione è risultata difettosa sotto diversi profili.
I periti del tribunale hanno messo in luce i punti critici sia nella fase di progettazione sia nella realizzazione della protesi per l'arcata superiore. Nello specifico, hanno riscontrato difetti strutturali, una scarsa stabilità dell'impianto e continue infiammazioni. Sotto accusa è finita anche una scelta tecnica giudicata errata: quella di ancorare, all'interno della stessa struttura, i denti naturali della paziente ai supporti artificiali.
A detta degli specialisti, queste sviste hanno sovraccaricato le strutture di sostegno, accelerando il declino di diversi denti. I periti hanno inoltre riscontrato che le capsule posizionate su alcuni elementi non proteggevano a sufficienza i denti sottostanti, accelerandone il degrado.
Nel giro di qualche anno, infatti, la situazione è precipitata al punto da rendere inevitabili nuove estrazioni e ulteriori interventi chirurgici. Gli esperti hanno poi escluso qualsiasi altro fattore esterno, individuando un legame diretto tra il lavoro del medico e i danni subiti dalla donna. Di conseguenza, il magistrato ha considerato ampiamente dimostrati sia la colpa professionale sia il nesso tra il comportamento del dentista e le lesioni lamentate.
Risarcimento e danni
Il Tribunale ha riconosciuto un danno non patrimoniale pari a 1.100 euro. Alla donna è stata inoltre riconosciuta un'invalidità permanente dello 0,5%, oltre a un periodo di inabilità temporanea di 50 giorni complessivi.
La quota più rilevante del risarcimento riguarda il danno patrimoniale. Il magistrato ha infatti stabilito un rimborso di oltre 16mila euro per coprire le terapie necessarie a rimediare ai danni causati dai vecchi interventi.
Nel dettaglio, circa 2.900 euro si riferiscono alle cure urgenti già pagate dalla donna, mentre i restanti 13.400 euro copriranno i costi preventivati per le future operazioni protesiche e implantari. L'indennizzo totale supera così i 17mila euro, a cui andranno sommati gli interessi e la rivalutazione monetaria.
Nel corso del giudizio il dentista, assistito dall'avvocato Marco Lunedei, aveva chiamato in causa la propria assicurazione (tutelata dall'avvocato Gianni Frisoni) per ottenere la copertura delle spese in caso di condanna.
Anche su questo punto il Tribunale ha accolto la domanda, stabilendo che l'assicurazione dovrà farsi carico di tutte le somme che il dentista sarà tenuto a corrispondere alla paziente, comprese le spese legali. Quanto alle spese processuali, il dentista è stato condannato a rifondere alla controparte 7.300 euro di compensi professionali, oltre a 286 euro di esborsi, accessori di legge e spese generali. La compagnia assicurativa dovrà inoltre rimborsare al professionista le spese sostenute per la propria difesa nel giudizio.
26.9°