Liste d'attesa, Marcello incalza la Regione: "Tempi reali troppo lunghi, serve trasparenza"
Il consigliere di Fratelli d’Italia chiede dati aggiornati per Ausl e distretti, il rispetto dei codici di priorità e chiarimenti sui 13 milioni di euro stanziati per abbattere le liste
La Regione intervenga per snellire le liste di attesa per visite ed esami, garantire il rispetto dei codici di priorità, evitare il fenomeno delle agende chiuse o bloccate e contrastare le disuguaglianze economiche nell'accesso alle prestazioni. Nicola Marcello (Fratelli d’Italia) interroga l’esecutivo regionale per avere dati aggiornati riguardo alle liste d'attesa, per singola Ausl e distretto, con particolare riferimento all'Ausl della Romagna e alla Provincia di Rimini, indicando in quale percentuale le prestazioni urgenti vengano erogate entro le 72 ore e quelle in classe breve e differibile entro i rispettivi standard. Per il consigliere occorre riportare entro gli standard i tempi di attesa delle prestazioni più critiche (colonscopia, gastroscopia, holter ed elettrocardiogramma, visita dermatologica, oculistica e diabetologica, ecocolordoppler cardiaco), e di rendere conto dei fondi destinati all'abbattimento delle liste, a partire dai 13 milioni di euro stanziati. “Le liste d'attesa - ha ribadito Marcello - continuano a rappresentare uno dei problemi più gravi della sanità pubblica. Secondo i monitoraggi nel 63% dei casi i cittadini segnalano tempi troppo lunghi e non rispettosi dei codici di priorità indicati nelle prescrizioni, mentre circa il 40% delle prestazioni specialistiche urgenti non risulterebbe erogato entro le 72 ore previste. Il governo nazionale ha posto la questione delle liste d'attesa al centro della propria azione e il ministro della Salute ha richiamato Aziende sanitarie e Regioni alla propria responsabilità, denunciando pratiche di manipolazione delle agende e sistemi che restituiscono un'immagine formalmente regolare ma distante dall'esperienza reale dei cittadini”. “Il portale regionale di monitoraggio dei tempi di attesa (Tdaer) - ha proseguito il consigliere - si fonda tuttavia, per esplicita ammissione della stessa Ausl della Romagna, su una rilevazione definita ‘puntiforme’, che conteggia soltanto chi accetta l'appuntamento proposto. Chi rinuncia perché i tempi o le distanze sono eccessivi non entra nel calcolo, così come non vi rientra il fatto che la prenotazione sia, talvolta, offerta in strutture al di fuori del proprio distretto. A fronte di indici di performance dichiarati prossimi al 100%, i tempi reali documentati nell'Ausl della Romagna raccontano una realtà ben diversa: a Rimini una colonscopia in classe programmata ha raggiunto i 391 giorni, oltre un anno, e un elettrocardiogramma con holter in priorità breve i 180 giorni, contro i 10 previsti dallo standard. Analoghe criticità emergono negli altri distretti romagnoli: a Forlì una visita diabetologica programmata ha richiesto fino a 304 giorni a fronte di un massimo di 120, mentre a Ravenna una visita dermatologica ha toccato i 300 giorni e un ecocolordoppler cardiaco i 298 giorni, con indici di rispetto dei tempi in alcuni casi pari a zero. La stessa Ausl della Romagna ha dovuto introdurre una ‘prelista’ per ricollocare nei tempi i cittadini rimasti senza prenotazione utile (circa 600 alla fine di gennaio) e destinare risorse dedicate all'abbattimento delle liste, pari a 13 milioni di euro nell'anno precedente”. “Il divario tra il dato ufficiale e l'esperienza concreta dei cittadini - ha concluso Marcello - alimenta il ricorso alla spesa privata e la rinuncia alle cure, con un effetto diretto sull'equità di accesso e sulla tenuta del principio di universalità del Servizio sanitario, e rende ancora più urgente quella trasparenza dei dati sollecitata anche a livello nazionale”.
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