Litigio nello spogliatoio del circolo tennis, viene ripreso a torso nudo: assolto chi fece il video

La difesa ha sottolineato che il video fosse stato fatto perché la tensione poteva sfociare in una colluttazione fisica, con possibili lesioni

06 ottobre 2026 13:09
Litigio nello spogliatoio del circolo tennis, viene ripreso a torso nudo: assolto chi fece il video -
Condividi

Un litigio in uno spogliatoio, ripreso con lo smartphone, è sfociato in tribunale, con una denuncia per un 33enne riminese, fotografo, a processo per il reato di interferenze illecite nella vita privata. A denunciarlo è stato un 58enne, difeso dall'avvocato Francesco Pisciotti. Il processo si è concluso con l'assoluzione dell'imputato, difeso dagli avvocati Alessandro Catrani e Francesca Lotti, perché il fatto non sussiste, mentre la procura aveva chiesto sì assoluzione, ma perché il fatto non costituiva reato.

La vicenda risale al 7 giugno 2024 ed è avvenuta nello spogliatoio di un circolo tennis del Riminese: a seguito di un litigio scoppiato per futili motivi, il 33enne aveva utilizzato lo smartphone per registrare l'accaduto e in una frazione di secondo aveva ripreso il 58enne, una delle persone impegnate nell'alterco, a torso nudo. Il video era stato poi diffuso, secondo l'accusa, ai frequentatori del circolo tennis, attraverso Whatsapp. Il 58enne aveva poi deciso, nell'agosto del 2024, di denunciare il giovane. La difesa ha sottolineato che l'imputato si fosse attivato, con lo smartphone, a fronte di una situazione di tensione che poteva degenerare in contatti fisico (con relative lesioni), e che lo spogliatoio di un circolo sportivo, accessibile a tutti gli utenti, non possa essere considerato come una privata dimora, essendo luogo destinato a uso collettivo.

“Io e la collega Lotti siamo ovviamente molto soddisfatti per l’ampia assoluzione del nostro assistito, una decisione che risulta molto interessante anche dal punto di vista giuridico circa l’esatta portata del concetto di luoghi di privata dimora e i limiti dell’acquisizione, in essi, di video riprese e audio attinenti la vita privata mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva e sonora, cioè gli smartphone”, commenta l'avvocato Alessandro Catrani.

Gli avvocati Alessandro Catrani e Francesca Lotti
Gli avvocati Alessandro Catrani e Francesca Lotti

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail