Maltempo, da Potere al Popolo attacco al Pd: "lobby del cemento dettano legge in Regione"
Potere al Popolo accusa l'amministrazione regionale per le conseguenze del maltempo
L’ultima pesante ondata di maltempo scatena la reazione di Potere al Popolo di Rimini nei confronti dell’amministrazione regionale a marchio Partito Democratico. “Per la terza volta in poco più di un mese la Regione virtuosa per eccellenza, ma solo nei sogni delle pseudo progressiste amministrazioni a guida Pd, si ritrova sott’acqua: basta un evento meteorologico più intenso del normale per vedere le strade delle nostre città coperte di fango, le ferrovie bloccate e le cantine degli abitanti riempite di acqua che porta via oggetti e ricordi“, scrivono in una nota.
A detta di Potere al Popolo, il guaio è un modello di sviluppo non sostenibile, con progetti di grande opere come la nuova Statale 16, che si sostituiscono alle opere richieste di manutenzione dell’esistente, una cementificazione, con relativa impermeabilizzazione del terreno, che provoca grandi disagi durante le perturbazioni più intense.
“Gli emendamenti peggiorativi portati nell’Agosto 2023 alla legge regionale 24/2017, che nelle intenzioni propagandistiche del PD è stata nominata Legge contro il consumo di suolo, hanno tolto ogni possibilità di contrappeso all’Arpae in merito alla valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale dei piani urbanistici dei comuni della regione, lasciando libero sfogo agli appetiti cementificatori di amministrazioni locali che consentono troppo spesso alle lobby del cemento, del mattone e della logistica di dettare legge in Regione”, è il punto focale dell’accusa di Potere al Popolo, che critica anche il governo Meloni.
Nel mirino il decreto che “istituisce la Zona Logistica Semplificata dell’Emilia Romagna e che permetterà la semplificazione delle procedure per l’edificazione di nuove aree logistiche, incontrando il plauso unanime di de Pascale e di Ugolini, più simili di quanto sembri”.
E su De Pascale, Potere al Popolo evidenzia: “La giunta di Ravenna a sua guida, dopo aver
stanziato, con il Documento Unico di Programmazione 2021/2023, i soldi per l’acquisto dell’area naturalistica Ortazzo/Ortazzino, nel parco del delta del Po, nel Documento Unico di Programmazione 2023/2025 cancellò tali fondi, permettendo de facto la svendita dell’area ai privati”.
“Come Potere al Popolo pensiamo sia necessario analizzare quanto continua a succedere nella nostra regione condividendo conoscenze e strategie con tutte le associazioni che si battono per questi temi, rilanciando la lotta alla speculazione ed alla mercificazione dei territori in cui viviamo“, chiosa la nota.
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