Manzi e Fabbri in A con Torino e Verona, tanti giovani lanciati dal Rimini Calcio
Il fallimento societario ha portato alla dispersione di un patrimonio di calciatori giovani
Tanti giovani del Rimini Calcio, dopo il fallimento societario, hanno preso altre strade. Della vecchia squadra Primavera il nome in auge è quello del 2007 Luca Conti: dopo una mezza stagione alla Sammaurese, ha attirato l'attenzione del blasonato Chievo Verona in D. Filippo Generali è titolare tra i pali del Leon Brianza in D, Capicchioni e Bryan Brisku sono a Coriano, poi c'è Jallow, 15 presenze e 5 gol nel campionato di Primavera 1 con la Fiorentina.
Della vecchia squadra Under 17 allenata da Carlo Mandola, che ha forgiato con abilità un gruppo competitivo e di valore, i nomi più in voga sono quelli di Manzi e di Fabbri. Il primo, passato alla Sammaurese, è stato ingaggiato nelle ultime ore dalla Primavera del Torino, dove troverà, come mister, il sammarinese d'adozione Baldini, la scorsa estate, per qualche ora, allenatore del Rimini. Alessandro Fabbri, dopo alcune apparizioni in C sotto la gestione D'Alesio, è a sua volta in Primavera 1 con la maglia del Verona. Poi c'è Mengoni nella Primavera del Cesena.
Altri ragazzi militano ora in D: Cenci alla Sammaurese, Piermaria al Tropical Coriano e Grassi alla Varesina. Infine c'è chi ha proseguito la carriera nei settori giovanili di altre squadre del territorio: Mordenti e Arlotti al Ravenna, Drudi al Forlì, Nicolo e Leonardo Lombardi al San Marino, spesso aggregati alla prima squadra. Il portiere Pirini, aggregato alla prima squadra del Rimini, è ora in cerca di un nuovo ingaggio, così come Cellarosi e Nava.
Tanti i ragazzi che hanno scelto invece di giocare in Eccellenza e Promozione: Zammarchi (Bellaria Igea Marina), Cristiani (Stella), Bucchi (Gambettola), Di Pollina e Romualdi (Montecchio), Eco (Urbino). Un patrimonio importante di calciatori disperso dopo la sparizione del Rimini e un monito alla futura proprietà, che dovrà ripartire dall'Eccellenza: il settore giovanile non dovrà essere uno slogan, ma una realtà da ricostruire con cura.
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