Medicina legale, a Rimini il congresso nazionale FAMLI
Dal 22 al 24 ottobre all’Hotel Continental circa mille professionisti rappresentati dalla Federazione si confrontano sulle sfide della disciplina
Dalla riforma della disabilità alle aggressioni contro chi lavora in sanità, dalla “colpa grave” del medico alla valutazione del danno alla persona: i nodi più attuali della medicina legale sono al centro del XVI Congresso Nazionale della FAMLI – Federazione delle Associazioni dei Medici Legali Italiani, dal titolo “Il patto della medicina legale. Esperienza, nuove generazioni, accademia e libera professione insieme per il futuro della disciplina”, in programma a Rimini, all’Hotel Continental, dal 22 al 24 ottobre 2026, con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA). La Federazione raccoglie oggi quindici associazioni regionali, per un totale di circa mille professionisti, e copre quasi l’intero territorio nazionale.
A spiegare lo spirito dell’appuntamento è il presidente FAMLI, Arnaldo Migliorini, che richiama le due missioni della Federazione: rendere concreta la possibilità per il medico legale di operare secondo i dettami della società scientifica e fare chiarezza sulle competenze dello specialista. “Oggi regna una certa confusione su chi possa definirsi medico legale”, osserva Migliorini. “La norma, in realtà, è chiara: lo è soltanto chi ha conseguito la specializzazione in medicina legale. Ciò non toglie che altri professionisti possano occuparsi di determinate attività, ma è necessario distinguere con precisione i rispettivi ruoli”. Un tema che si intreccia con lo sforzo per una maggiore uniformità tecnica e metodologica: “Resta ancora molto da fare per accrescere la consapevolezza diffusa, anche se la direzione è quella giusta”.
Tra i temi di maggiore impatto, la riforma della disabilità, di stringente attualità: dal 1° gennaio 2027 il nuovo sistema entra a pieno regime in tutta Italia, con l’INPS come soggetto unico della “valutazione di base” che sostituisce i vecchi e frammentati accertamenti. Un cambiamento che riguarda una platea vastissima - in Italia, secondo l’ISTAT, le persone con una certificazione o un’indennità legata alla disabilità sono circa 7,6 milioni - e nel quale il medico legale assume un ruolo centrale, come garante del rigore e dell’uniformità dell’accertamento, in un passaggio culturale prima ancora che normativo: dall’“invalidità” alla “persona con disabilità”.
Centrale anche la sicurezza degli operatori sanitari, al centro di una sessione dedicata alla tutela INAIL. Un fronte sempre più critico: secondo l’Osservatorio nazionale del Ministero della Salute, nel 2025 si sono registrate quasi 18mila aggressioni a operatori sanitari e sociosanitari, con oltre 23mila persone coinvolte; e i procedimenti per lesioni personali gravi o gravissime, stando ai dati del Ministero dell’Interno, sono più che raddoppiati, passando da una media di 416 casi l’anno nel triennio 2022-2024 a 1.096 nel solo 2025. Accanto a questi, la “colpa grave” nella responsabilità sanitaria, tornata di grande attualità con la riforma in discussione, e la personalizzazione del danno alla persona, con le sue ricadute concrete sul risarcimento.
A illustrare gli obiettivi scientifici dell’appuntamento è Davide Ferorelli, responsabile scientifico del congresso insieme ai professori Luigi Papi e Francesco Ventura: “Il nostro scopo, in continuità con la storia della FAMLI, è costruire tra i professionisti una metodologia nazionale uniforme e condivisa. Per questo abbiamo chiamato a confrontarsi mondi diversi ma strettamente collegati al lavoro medico-legale: non solo specialisti e docenti, ma anche avvocati e magistrati, perché la nostra disciplina è un tassello essenziale del buon funzionamento della giustizia”. Il programma intreccia la parte teorica con momenti più pratici, tra cui un workshop dedicato all’accertamento tecnico preventivo ex art. 696-bis c.p.c. e una sessione riservata ai poster.
Sul futuro della Federazione interviene il vicepresidente Nicola Cucurachi, che indica due direzioni di lavoro: l’ampliamento della rappresentanza nazionale e l’uniformità delle prassi professionali. “Ancora oggi capita che una stessa valutazione medico-legale venga ritenuta adeguata in un territorio e non in un altro”, sottolinea Cucurachi. “È un problema che non riguarda solo la nostra categoria, ma i cittadini e l’intero sistema della giustizia. Per questo stiamo lavorando a linee guida di livello federativo e a percorsi di consenso che mettano a disposizione dei colleghi una condotta riconoscibile e omogenea su tutto il territorio”. Un impegno che nasce dalla funzione stessa della Federazione, raccordo tra l’elaborazione scientifica delle società e la pratica quotidiana dei professionisti.
A testimoniare il legame con la Società Scientifica di Medicina Legale (SIMLA), che patrocina l’appuntamento, la presenza dei suoi vertici: il presidente, il professore emerito Francesco Introna e il vicepresidente e responsabile della comunicazione Franco Marozzi. A chiudere i lavori, sabato 24 ottobre, le premiazioni dei migliori poster - con l’istituzione del premio “Antonio Farneti e Fabio Buzzi”, in memoria di due past president della Federazione, e del premio dedicato al professor Bargagna nel 25° anniversario della scomparsa - e l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo FAMLI.
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