Medico riminese forniva certificazione per falsi green pass: chiesto patteggiamento
Nel processo 80 imputati, per sei già chiesta assoluzione
Un medico riminese, a processo per un'inchiesta legata alla produzione di falsi green pass, ha chiesto il patteggiamento della pena, dopo aver risarcito l'Ausl, che ha ritirato la costituzione di parte civile. Lo riferisce il Corriere Romagna. L'indagine, per i reati di corruzione e falso ideologico in atto pubblico, è sfociata in un maxi procedimento giudiziario con 80 imputati. Di questi, 55, compreso il medico, hanno chiesto di patteggiare; in 16 hanno scelto il rito abbreviato, con la procura che ha chiesto condanne per un totale di 19 anni e 10 mesi. In tre, invece, verranno processati con rito ordinario. Per sei, infine, è stata chiesta assoluzione. La prossima udienza è in programma il 30 giugno: in udienza verranno ratificati i patteggiamenti e arriveranno le sentenze di primo grado per i riti abbreviati.
Le indagini, nel 2021, erano partite da una segnalazione dell'Ausl: a insospettire era stato il numero elevato di persone, oltre 100, che non risultavano assistite dal medico, ma alle quali sarebbe stato somministrato il vaccino per ottenere i green pass. Secondo gli inquirenti, il medico, convenzionato con l'Ausl, con la complicità di due persone, forniva falsa certificazione, in cambio di somme che potevano arrivare a 250 euro.
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