Mercato del lavoro e imprese a Rimini 2024: soffre manifatturiero, segnali di ripresa del commercio
Commercio e Costruzioni in crescita a Rimini, Ma la manifattura soffre: report lavoro e imprese 2024.
Si è tenuta a Forlì, nella sede della camera di commercio della Romagna la conferenza stampa di presentazione dei dati dell’Osservatorio economico, con un focus sul tema del mercato del lavoro. Carlo Battistini, presidente dell’ente camerale, ha fatto una sintesi dei dati economici e degli scenari di previsione. È stata anche presentata un’analisi su Lavoro e Occupazione in Emilia-Romagna, realizzata attraverso l’elaborazione della dashboard bilanci.
Ha concluso la conferenza stampa Vincenzo Colla, assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione e relazioni internazionali della Regione Emilia-Romagna con un approfondimento sul tema del lavoro e i grandi cambiamenti attualmente in atto.
Imprese, focus Provincia di Rimini
In un contesto internazionale e generale decisamente complesso e incerto, nei primissimi mesi del 2024, il sistema economico di Rimini ha fatto rilevare numerosi indicatori in negativo.
Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 30 giugno 2024, è costituito da 34.666 imprese attive (sedi), che risultano sostanzialmente stabili rispetto a un anno fa (-0,1%).
L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 102 imprese attive ogni mille abitanti (88 in Emilia-Romagna, 86 in Italia). La metà delle imprese attive (il 50,3% per l’esattezza) sono imprese individuali, mentre le società di capitale, pari al 24,8% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, ben il 93,7% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da aziende con meno di 10 addetti.
In lieve aumento, invece, il numero delle imprese artigiane (9.634 al 30/06/2024, +0,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente), mentre si riduce in modo deciso il numero delle imprese cooperative (244 al 30/06/2024, -11,6% annuo); quest’ultimo fenomeno risulta in parte riconducibile a fattori esogeni, quali, da un lato, l’aggiornamento d’ufficio delle forme giuridiche obsolete rispetto alla normativa di riferimento e, dall’altro, lo scioglimento ministeriale, con conseguente cancellazione dal Registro Imprese, di molte cooperative risultanti non più attive.
Le start-up innovative a fine giugno 2024 risultano 81 (-14,7% annuo); la maggior parte delle stesse (57 unità) opera nel macrosettore dei Servizi.
In merito all’andamento dei principali settori, la consistenza delle imprese agricole attive
(2.321 unità al 30/06/2024) risulta in flessione del 2,5%. Le imprese del comparto pesca e acquacoltura, al 30 giugno 2024, sono 184, in calo tendenziale (-1,1%). Nel mercato ittico all’ingrosso di Rimini, nel periodo gennaio-giugno 2024, si rileva un incremento delle quantità commercializzate (+9,6% sui primi sei mesi del 2023) ed una crescita del valore del pescato (+15,9%), che risulta pari a 5,9 milioni di euro.
I dati relativi all’industria manifatturiera, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera della Romagna (rivolta a imprese con più di 9 addetti), al primo trimestre 2024, rilevano dati decisamente negativi per la produzione (-11,2% sul primo trimestre 2023) e il fatturato (-11,9%), associati ad un ridimensionamento della domanda estera (-10,7%), a cui si contrappone un buon incremento degli ordini interni (+27,7%).
Altrettanto negativi, poi, per tutte le variabili di analisi, il trend medio degli ultimi 12 mesi (-3,7% e -3,6% i dati medi, rispettivamente, della produzione e del fatturato). La contrazione della produzione (sui 12 mesi) investe la maggior parte dei comparti, con i decrementi più alti che riguardano l’abbigliamento e accessori (-9,6%) e i macchinari (-5,7%); la maggiore espansione produttiva, invece, ha interessato chimica e plastica (+5,8%). In tale contesto si inserisce la crescita dell’occupazione degli ultimi 12 mesi (+3,8%).
In merito, infine, alla struttura produttiva, si rileva una riduzione della consistenza delle imprese manifatturiere attive (-1,9%, 2.423 unità), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel settore edile (5.162 unità a fine giugno 2024) si riscontra un incremento annuo del numero di imprese attive (+1,6%); in calo, invece, il volume d’affari nel primo trimestre dell’anno, per effetto, in buona parte, della rimodulazione e riduzione del Superbonus fiscale: -1,1% rispetto all’analogo periodo del 2023 (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna).
Per ciò che concerne il commercio al dettaglio, le vendite nel primo trimestre 2024, in termini tendenziali, risultano sostanzialmente stabili (+0,2%); variazione positiva per i prodotti alimentari (+1,9%), negativa per il comparto non alimentare (-0,7%). Riguardo alla dimensione, crescono le vendite negli esercizi della media distribuzione (+1,9%) mentre rimangono stabili sia nella piccola sia nella grande (-0,1% per ciascuna tipologia).
In termini di numerosità, le imprese attive del commercio al dettaglio (4.600 unità al 30/06/2024) risultano in calo (-1,8% annuo), così come la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (ingrosso, dettaglio e riparazioni autoveicoli), che conta, al 30/06/2024, 8.335 imprese (-1,3% rispetto al 30/06/2023); continua, invece, il trend positivo delle imprese e-commerce (339 unità, +8,3%).
Focus Provincia di Rimini: esportazioni
Nel primo trimestre 2024 calano lievemente le esportazioni in provincia di Rimini (pari a 698 milioni di euro):
-0,3% rispetto allo stesso periodo del 2023, inferiore alla variazione negativa sia regionale (-3,0%) sia nazionale (-2,8%). Riguardo ai principali prodotti, diminuiscono le esportazioni degli articoli di abbigliamento (-11,5%, 16,2% del totale), delle macchine utensili e per la formatura dei metalli (-20,7%, 14,8%), delle altre macchine di impiego generale (forni, caldaie, condizionatori, macchine e distributori automatiche/ci) (-1,0%, 7,6%), degli apparecchi per uso domestico (-11,6%, 3,9%), dei materiali da costruzione in terracotta (-2,4%, 2,2%) e degli altri prodotti in metallo (contenitori, imballaggi, infissi, porte) (-29,9%, 2,1%).
Aumentano, invece, le esportazioni delle navi e imbarcazioni (+67,5%, 8,9% del totale), degli elementi da costruzione in metallo (+37,2%, 5,5%), degli altri prodotti alimentari (zucchero, cacao, condimenti vari, pasti pronti, preparati omogeneizzati, alimenti dietetici) (+18,7%, 5,0%) e delle bevande (+17,6%, 3,6%).
Riguardo ai principali Paesi, in flessione l’export verso la Francia (-3,3%, 8,7% del totale), la Germania (-11,5%, 6,9%) e la Spagna (-3,9%, 4,3%), in crescita verso i due principali, ovvero gli Stati Uniti (+17,8%, 15,6%) e il Regno Unito (+39,1%, 9,0%).
Focus Provincia di Rimini: turismo
Riguardo al turismo, le imprese attive dei servizi di alloggio e ristorazione (4.738 unità al 30/06/2024) risultano stabili rispetto al 30/06/2023. Positivi, invece, i dati provvisori relativi al movimento turistico che, nel periodo gennaio-giugno 2024, registrano un incremento annuo degli arrivi del 7,7% (1.569.180 unità) e delle presenze del 6,9% (5.018.272 unità). Gli aumenti, rispetto ai primi sei mesi del 2023, interessano sia la clientela italiana sia quella straniera, con risultati migliori per quest’ultima.
Nel dettaglio: +5,5% gli arrivi italiani e +4,4% le presenze nazionali, +17,4% gli arrivi stranieri e +15,2% le presenze estere. Numeri non molto positivi per il primo mese della stagione estiva, ovvero giugno: rispetto a giugno 2023, infatti, -0,8% di arrivi e -0,2% di presenze. In lieve crescita, poi, nel primo trimestre di quest’anno, il fatturato dell’intero settore (+0,5% rispetto al primo trimestre 2023, come risulta da indagine congiunturale Unioncamere E-R).
Le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” risultano in calo annuo dell’1,9% (508 unità al 30/06/2024), analogamente alla dinamica del settore principale, trasporti e magazzinaggio (882 unità, -0,6%). Positivi invece, nel periodo gennaio-giugno 2024, i dati sul movimento passeggeri all’aeroporto Fellini di Rimini: in termini tendenziali, +22,7% di arrivi (64.013 unità) e +23,4% di partenze (62.202 unità).
I dati ISTAT Forze di lavoro relativi al primo trimestre 2024 (media annua trimestrale), rilevano per la provincia di Rimini:
un tasso di attività (15-64 anni) pari al 71,7% (+2 punti percentuali rispetto al 1° trim. 2023), inferiore al dato regionale (74,5%) e superiore alla media nazionale (66,8%); un tasso di occupazione (15-64 anni) pari al 66,9% (+2,7 punti percentuali), minore del dato regionale (70,8%) e più alto di quello nazionale (61,7%); un tasso di disoccupazione (15-74 anni) del 6,4% (-1,2 p. p.), maggiore rispetto alla media regionale (4,9%) ma più basso di quella nazionale (7,5%); un tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) del 18,9% (-11,7 p. p.), superiore al dato dell’Emilia-Romagna (16,1%) ma inferiore a quello dell’Italia (22,6%).
In sensibile crescita le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni nel periodo gennaio-giugno 2024 (3,7 milioni di ore): +74,8%, infatti, rispetto ai primi sei mesi del 2023. La causa va ricercata nel forte incremento della CIG straordinaria (+290,8%, 58,4% del totale) mentre cala quella ordinaria (-1,6%, 41,6%) e la CIG in deroga riporta valori nulli. A livello settoriale, le ore autorizzate si concentrano in netta prevalenza nel Manifatturiero (97,9% del totale, +88,3%).
Positivo il saldo attivazioni-cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente nel 1° trimestre 2024: +1.326 unità, dovuto a 24.231 attivazioni (+3,3% su gennaio-marzo 2023) e 22.905 cessazioni (+2,7% annuo); la maggior parte delle attivazioni (il 55,8%) è avvenuta nel commercio e turismo e tramite contratti di apprendistato, somministrazione e a tempo determinato (93,7% dei casi).
Rimanendo in tema di lavoro, un cenno alle dimissioni volontarie, che nel riminese, nei primi tre mesi dell’anno, hanno caratterizzato 2.685 rapporti di lavoro dipendente; nello specifico, queste costituiscono il 18,0% del totale delle cessazioni e risultano in diminuzione rispetto al primo trimestre 2023 (-6,7%).
Come sostegno economico di contrasto alla povertà, a maggio 2024 (ultimo aggiornato) sono 1.375 i nuclei familiari che hanno percepito l’assegno di inclusione (dal 1° gennaio, misura sostitutiva del reddito di cittadinanza), con un importo medio mensile di 551 euro; 34.810 nuclei familiari hanno invece percepito l’assegno unico universale, con un importo medio mensile di 250 euro (+3,7% sull’importo medio mensile 2023).
Riguardo all’andamento del credito, al 31/03/2024 i prestiti totali ammontano a 8.569 milioni di euro, di cui il 56,6% erogato alle imprese, il 39,5% alle famiglie e 3,9% ad altri soggetti (società finanziarie, enti pubblici, istituzioni senza scopo di lucro). Rispetto al 31 marzo 2023 si registra una diminuzione dell’1,5% dei prestiti concessi, con un calo dei prestiti alle imprese, dell’1,4%, e di quelli alle famiglie, sempre dell’1,4%; riguardo ai primi, risultano in flessione i prestiti verso i servizi nel complesso (-4,1%) e le costruzioni (-1,7%) mentre sono in crescita quelli verso il manifatturiero (+3,2%).
Si evidenzia, poi, il decremento annuo dei depositi (-2,1%, 10.417 milioni di euro al 31 marzo 2024), a cui si contrappone l’aumento degli investimenti nei fondi comuni (+10,6%, 2.857 milioni di euro) e, soprattutto, in titoli di Stato (+58,5%, 2.549 milioni di euro). L’incidenza delle sofferenze sui prestiti totali, al primo trimestre 2024, risulta pari all’1,4% (1,1% in Emilia-Romagna e Italia), con un trend in progressivo calo; in aumento, invece, il tasso di deterioramento del credito rilevato in provincia a fine marzo 2024 (2,7%, rispetto all’1,2% del primo trimestre 2023).
In relazione al Fondo di Garanzia per le PMI, tra gennaio e marzo 2024 in provincia di Rimini sono state accolte 307 operazioni di finanziamento (8,6% del totale regionale) con un aumento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 7,7% (285 operazioni); l’importo finanziato complessivo ammonta a 40 milioni di euro mentre l’importo finanziato medio (per singola operazione) risulta di 130mila euro (174mila euro in Emilia-Romagna, 161mila euro in Italia).
In tale contesto si inserisce il discorso relativo all’inflazione sul territorio, misurata dall’indice ISTAT NIC (prezzi al consumo per l’intera collettività). Sulla base di tale indice, la variazione tendenziale media per il capoluogo di Rimini (estendibile all’intera provincia) nel periodo gennaio-giugno 2024 è stata pari a +1,5% (Emilia-Romagna: +0,9%, Italia: +0,9%), con un trend crescente nei primi tre mesi (da +1,0% di gennaio a +2,5% di marzo) e calante nei tre successivi (da +1,6% di aprile e maggio a +1,3% di giugno); nel dettaglio, l’aumento tendenziale di giugno risulta essere maggiore rispetto a quello regionale (+0,8%) e nazionale (+0,8%).
Complessivamente, secondo gli Scenari Prometeia, aggiornati a luglio 2024, la provincia di Rimini ha fatto rilevare nel 2023 un aumento del valore aggiunto stimato pari allo 0,7%, rispetto al +0,8% regionale e al +1,1% nazionale.
Al netto delle incognite dovute alle dinamiche economiche e geopolitiche internazionali, le previsioni per il 2024 indicano però nel corso dell’anno un andamento in recupero del valore aggiunto che è stimato in aumento rispetto alle previsioni di aprile e che dovrebbe attestarsi intorno all’1,4% (+1,5% in Emilia-Romagna, +1,2% in Italia).
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