Mercato immobiliare in crescita sulla Riviera: a Rimini rendimenti oltre il 5% per gli investitori
L’Osservatorio Immobiliare Turistico conferma la tenuta delle seconde case, con prezzi in aumento e domanda sostenuta
Il mercato immobiliare della Riviera romagnola si conferma in buona salute, con prezzi in crescita e una domanda sostenuta, soprattutto per le seconde case. È quanto emerge dall’Osservatorio Immobiliare Turistico della Costa Romagnola, che evidenzia anche l’attrattività di Rimini per gli investitori, con rendimenti potenziali superiori al 5%. A commentare i dati è Nello Salvati, presidente di FIMAA Confcommercio Rimini, che interviene anche sul ruolo delle locazioni turistiche e sul loro rapporto con il mercato residenziale.
Nello Salvati, presidente FIMAA Confcommercio Rimini: “La presentazione dell’Osservatorio Immobiliare Turistico della Costa Romagnola è stata un’importante occasione di confronto, con dati di grande interesse che confermano il ruolo fondamentale degli agenti immobiliari sul territorio. La nostra conoscenza diretta del mercato ci permette non solo di accompagnare cittadini e investitori nelle loro scelte, ma anche di fornire analisi preziose alle istituzioni, utili per individuare soluzioni mirate e politiche efficaci.
I dati dell’Osservatorio restituiscono un quadro positivo per tutte le località della costa romagnola: il mercato delle seconde case tiene, i prezzi crescono e la domanda rimane sostenuta. Dal confronto emerge un elemento particolarmente interessante per Rimini: i valori immobiliari, pur significativi, risultano ancora competitivi rispetto ad altre località della Riviera. La nostra città si conferma quindi molto appetibile per gli investimenti immobiliari, con una redditività potenziale che può superare il 5%. Tra gli operatori c’è ottimismo e fiducia: l’immobiliare continua a rappresentare un investimento consigliabile, sia per la rendita che può generare, sia per la capacità di proteggere il capitale nel tempo.
Un altro aspetto emerso riguarda le locazioni turistiche. Riteniamo che gli affitti delle seconde case non incidano in maniera determinante sulla crisi abitativa residenziale, che ha cause più complesse, né rappresentino una reale concorrenza per gli alberghi. Si tratta di offerte rivolte a esigenze differenti: chi sceglie l’hotel cerca servizi e comfort, mentre chi preferisce un appartamento desidera maggiore autonomia e libertà nell’organizzare la propria vacanza. Due modalità di soggiorno che possono convivere e contribuire entrambe alla ricchezza dell’offerta turistica della Riviera”.
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