"Mi ha strappato i vestiti e fotografata": l'accusa nel processo per stalking. 41enne assolto
Il 41enne doveva rispondere di atti persecutori, lesioni, violazione di domicilio e danneggiamento
In udienza, durante il processo a carico di un 41enne magrebino, la persona offesa, cognata dell'imputato e sua connazionale, lo ha accusato in un'occasione di averle strappato i vestiti, di averla fotografarla nuda e di averle urinato addosso per umiliarla. L'imputato, a processo per lesioni, atti persecutori, violazione di domicilio e danneggiamento, è stato assolto perché il fatto non sussiste. Prima della sentenza di primo grado, era stato sottoposto agli arresti domiciliari, oltre ad alcuni giorni di custodia cautelare in carcere, ed era stato costretto a utilizzare il braccialetto elettronico.
L'indagine della Procura di Rimini riguardava due membri di una numerosa famiglia magrebina, in Italia da tanti anni. I rapporti tra il 41enne e la cognata si deteriorarono nel 2022, in quanto lei maturò il sospetto di presunte attività di spaccio del parente, circostanze che non avrebbero tuttavia trovato riscontro. La donna lo accusò poi di aggressioni e minacce, riferendo in particolare due episodi. Il primo avvenuto l'11 novembre 2023 e il secondo il 6 gennaio 2024: nel primo caso, lui l'avrebbe colpita con un pugno e graffiata con un coltellino tascabile, facendole anche minacce esplicite; nel secondo caso, lei sarebbe stata invece aggredita con una mazza. Relativamente al secondo episodio, in udienza la donna ha riferito ulteriori dettagli: lui le avrebbe strappato i vestiti, l'avrebbe fotografata e infine le avrebbe urinato addosso. La difesa, rappresentata dall'avvocato Gianluca Sardella, ha respinto le accuse fin dal primo momento. Durante il dibattimento sono stati ascoltati anche alcuni vicini di casa come testimoni. Secondo quanto emerge dalla decisione del giudice, il racconto della persona offesa avrebbe presentato alcuni elementi ritenuti contraddittori.
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