Minaccia il meccanico: "Ridammi la mia vespa". Condannato per estorsione e licenziato
Ex dipendente della Provincia di Rimini al centro della vicenda, partita con le minacce a un meccanico e conclusa al Tribunale del Lavoro
Prima la condanna per estorsione, poi il licenziamento per giusta causa proprio a seguito della condanna. Un ex dipendente della Provincia di Rimini, che svolgeva ruolo di manutentore, ha impugnato il provvedimento di licenziamento, ma il suo ricorso è stato respinto dal Tribunale del Lavoro. Come riferisce il Corriere Romagna, dovrà pagare le spese processuali, circa 2300 euro.
I fatti risalgono a fine 2016-inizio 2017: secondo quanto ricostruito in sede processuale, il dipendente aveva portato a riparare una vespa, presso un meccanico della Valconca, ma poi aveva chiesto la restituzione del mezzo riparato, senza pagare, e dei 300 euro versati come acconto. Messaggi intimidatori fino alla minaccia, mostrando il calcio di una pistola: da queste condotte poste in essere dall'uomo, era partita l'indagine per estorsione, conclusa con il processo penale e la condanna, divenuta definitiva nel 2021. Il dipendente era stato sospeso in via cautelare dal lavoro, nel 2025 invece è scattata la procedura di licenziamento, conclusa il 29 dicembre 2025. Secondo la difesa del dipendente, il licenziamento sarebbe stato illegittimo, inoltre la sanzione disciplinare era stata disposta in modo tardivo, in violazione dei principi di immediatezza e tempestività. Un ritardo che però, ha evidenziato il giudice del Tribunale del Lavoro, era dovuto a una mancata comunicazione tempestiva degli uffici giudiziari della condanna penale riportata dall'oramai ex dipendente.
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