"Mobilità sostenibile, poi aumentano i biglietti degli autobus": la politica e Start Romagna nel mirino

L'affondo di Rimini Ecosocialista che poi suggerisce: "Usare proventi della tassa di soggiorno per calmierare i costi"

23 maggio 2026 13:38
"Mobilità sostenibile, poi aumentano i biglietti degli autobus": la politica e Start Romagna nel mirino - Andrea Corsini (Start Romagna)
Andrea Corsini (Start Romagna)
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Rimini Ecosocialista critica la scelta di Start Romagna di aumentare i biglietti dell'autobus: l'abbonamento mensile sale da 32 a 38 euro, il biglietto singolo da 1,5 a 2 euro. Le motivazioni sono l'aumento dei costi del servizio, partendo dalla salita dei prezzi per il carburante. "Ma chi paga questo aumento? - attacca Rimini Ecosocialista - Chi prende l’autobus ogni giorno per andare al lavoro, chi non ha un’alternativa, chi vive di uno stipendio o di una pensione. Non chi ha l’auto di proprietà, non chi lavora da casa. Il trasporto pubblico non è un servizio per chi ha scelto di essere virtuoso: è spesso l’unica opzione per chi non può permettersi altro".

Anche i giovani sono colpiti dagli aumenti: "Il programma regionale Salta Su garantisce la gratuità agli studenti con Isee fino a 30.000 euro e solo per il percorso casa-scuola. Chi supera quella soglia, famiglie che non sono ricche ma non abbastanza povere da accedere alle agevolazioni, continua a pagare gli abbonamenti ordinari. Inoltre, dai nuovi tariffari risultano aumenti anche per alcune formule Under 26".

Rimini Ecosocialista evidenzia anche "una contraddizione: a tutti i livelli si parla di sviluppo sostenibile, mobilità verde, riduzione delle auto in città. La Regione Emilia-Romagna finanzia piani di transizione ecologica e si presenta come modello virtuoso. E poi aumenta il costo del mezzo più sostenibile che esiste, rendendo l’auto privata relativamente più conveniente. È una politica ambientale che rischia di andare nella direzione opposta rispetto agli obiettivi dichiarati".

Nel mirino finisce così la politica locale: "Start Romagna non è un’azienda privata che obbedisce esclusivamente al mercato: è una società a capitale pubblico, controllata dagli enti locali. Le tariffe vengono decise attraverso scelte politiche e amministrative condivise tra Comuni, Province e Regione. E quelle responsabilità non riguardano solo il centrodestra. A sostenere questo aumento ci sono amministrazioni di diverso colore politico: da Zattini a Forlì a Lattuca a Cesena, fino a Sadegholvaad a Rimini, con la Regione guidata da de Pascale sullo sfondo".

Rimini Ecosocialista suggerisce di utilizzare una parte della tassa di soggiorno per il trasporto pubblico locale, per garantire agevolazioni e abbonamenti a prezzo ridotto: "Sarebbe una scelta coerente con gli obiettivi di riduzione del traffico, della congestione urbana e dell’inquinamento. E sarebbe anche un modo concreto per trattare il trasporto pubblico come un vero bene comune, invece che come un servizio il cui costo viene scaricato sempre sugli stessi".

"Finché si preferirà non colpire chi inquina di più pur di non disturbare interessi consolidati, i proclami sulla sostenibilità rischieranno di restare soltanto parole buone per i comunicati stampa", chiosa Rimini Ecosocialista.

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