Morti sul lavoro, Petitti: "Basta lacrime e promesse"

Nei primi sette mesi del 2026 registrati 3.378 infortuni denunciati. La consigliera regionale Emma Petitti chiede "più controlli, ispettori e regole sugli appalti".

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 12:21
Morti sul lavoro, Petitti: "Basta lacrime e promesse" - Emma Petitti
Emma Petitti
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Quasi 20mila denunce di infortunio sul lavoro in Romagna nel 2025 e un ulteriore aumento nei primi sette mesi del 2026. A Rimini la crescita raggiunge l'11,9%, con 3.378 denunce, il dato più alto tra le province romagnole secondo i numeri dell'Osservatorio Cisl Romagna. Sui dati interviene Emma Petitti, vicesegretaria regionale del Partito democratico e consigliera regionale, che chiede un rafforzamento delle misure di prevenzione e dei controlli.

"Non possiamo continuare a contare le vittime, esprimere cordoglio e poi aspettare la tragedia successiva. Basta lacrime e promesse: servono decisioni e responsabilità precise", dichiara Petitti, in occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Nel 2025, secondo i dati citati dalla consigliera, in Romagna sono state presentate 19.620 denunce, una media di 54 al giorno. Nei primi sette mesi del 2026 l'incremento complessivo è stato del 7,8%. Petitti richiama anche il recente incidente mortale in via Coletti, a Rimini, dove un muratore di 59 anni ha perso la vita dopo essere precipitato da un ponteggio.

Tra le criticità indicate figurano la precarietà, i tempi di lavoro compressi e il ricorso al massimo ribasso e ai subappalti. La consigliera propone più ispettori del lavoro, personale nei servizi di prevenzione delle Ausl, controlli sistematici nei cantieri e nelle aziende e formazione obbligatoria più efficace, anche per lavoratori stagionali e precari. Un altro punto riguarda la gestione degli appalti, con la richiesta di limitare le catene di subaffidamenti nei settori più rischiosi e rafforzare le responsabilità delle imprese committenti. Petitti sostiene inoltre la proposta della Cisl Romagna di potenziare i tavoli territoriali sulla sicurezza, accompagnandoli però con obiettivi misurabili e verifiche sui risultati. La consigliera chiede infine un impegno condiviso tra Regione e Governo, sottolineando la necessità di risorse e personale adeguati per la prevenzione e la vigilanza. "La sicurezza non è un costo da tagliare. È un diritto fondamentale, un obbligo per le imprese e una responsabilità delle istituzioni", conclude Petitti.

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