Moto in spiaggia per l'evento, ma non solo. Basta Plastica in Mare: "Rimini tuteli più il suo mare"

La presidente Manuela Fabbri critica gli eventi motoristici sulla spiaggia e chiede all’amministrazione una collaborazione preventiva con le associazioni ambientaliste

08 ottobre 2026 13:06
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L'evento Malle Mutòr, dedicato ai motori, è occasione di riflessione per l'associazione ambientalista Basta Plastica in Mare, che attraverso la presidente Manuela Fabbri, attacca l'amministrazione comunale, accusata di essere indifferente alla necessità di tutelare l'ambiente marino. Si parte appunto dall'evento del fine settimana, per poi ampliare il discorso: "Rollare di motori e brandelli e scie degli pneumatici altamente inquinanti direttamente sulla battigia. Per il quarto anno consecutivo. Così come i campionati delle moto d’acqua e altre kermesse sui generis. È questa la visione della prossima Rimini che per il 2027 si intende riproporre?", evidenzia Fabbri, che invita l'amministrazione comunale a collaborare con le associazioni ambientaliste, per valutare e limitare gli impatti di queste manifestazioni. Fabbri lo spiega nel suo intervento: "Anche noi tra le associazioni ambientaliste ci eravamo ripromesse di tentare con la migliore buona volontà possibile la strada delle collaborazioni a priori per prevenire e contenere i danni, soprattutto determinati dagli eventi, anziché ricorrere agli inutili anatemi quando oramai sono fatti. Disegnando una città di Rimini di rispetto e cura della principale risorsa: il mare". Prosegue poi la presidente di Basta Plastica in Mare: "Grazie anche all’impegno di Rimini tra i primi comuni promotori insieme a Vasto, è nata infatti l'alleanza delle città e paesi di mare contro la plastica monouso, che ha prodotto il Decalogo del Buon Consumatore già divulgato da Roma a Messina. Alleanza che proprio in questi giorni ha accolto il Comune di Ancona tra gli aderenti". La riflessione di Fabbri vuole stimolare un cambio di passo per Rimini: "Diventi apripista, lanciando un segnale forte sul mare, grazie ai grandi numeri dettati dall’accoglienza turistica di cui dobbiamo essergli riconoscenti: le risorse ricavate dalla messa a reddito del bene comune vengono ridistribuite alla collettività riminese. Se si vuole si può".

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