"Mutonia, 36 anni di arte non si cancellano con una ruspa": Regione a fianco del Comune di Santarcangelo
Approvata ieri dalla Giunta la delibera che dichiara l’esistenza di prevalenti interessi pubblici per l’insediamento artistico Mutonia
“Fin dal primo momento abbiamo detto che avremmo trovato una soluzione, e oggi quella soluzione c'è. Mutonia è un pezzo vivo della storia culturale dell'Emilia-Romagna, che non si può estrapolare dal contesto in cui è nata perché la sua stessa esistenza dipende da quel contesto. Trentasei anni di arte, comunità e rigenerazione di un luogo non si cancellano con una ruspa”.
Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, spiegano in sintesi il provvedimento approvato ieri dalla Giunta regionale che mette un punto fermo all’insediamento artistico ‘Mutonia - Mutoid Waste Company’ presente nel Comune di Santarcangelo, nel Riminese, dall’estate del 1990. Una storia lunga 36 anni durante i quali la Mutoid Waste Company - collettivo artistico fondato a Londra da Joe Rush e Robin Cooke alla fine degli anni Ottanta – arrivata sulle sponde del Marecchia su invito del Festival internazionale dei Teatri di Santarcangelo, si insediò dando vita, nel corso di tre generazioni di artisti, a uno dei luoghi più originali e riconosciuti del panorama culturale contemporaneo: un parco sculture a cielo aperto, a ingresso libero e gratuito, dove le opere d'arte si fondono con gli spazi di vita e di lavoro in un processo continuo di trasformazione creativa dei materiali di scarto, il cosiddetto upcycling.
Una storia che rischiava di chiudere dopo la sentenza del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso di un privato, aveva dichiarato la natura abusiva delle strutture, disponendone la demolizione.
Da quel momento, Regione e Comune hanno lavorato di concerto per individuare una soluzione definitiva. Nel marzo scorso l'assessora Allegni aveva visitato personalmente Mutonia con il sindaco Sacchetti, ribadendo l'impegno delle istituzioni a non lasciare sola la comunità degli artisti. Dopo la notifica dell'ordinanza, la Regione aveva sollecitato il Comune a convocare una Conferenza di servizi per verificare l'esistenza di interessi pubblici ostativi alla demolizione. L'esito, arrivato in aprile 2026, ha confermato l'assenza di motivi contrari alla conservazione sotto i profili urbanistici, paesaggistici, ambientali e idrogeologici, e ha rilevato motivi culturali ostativi alla demolizione coattiva. Il Consiglio comunale ha quindi deliberato, il 19 maggio scorso, il prevalente interesse pubblico culturale e ieri la Giunta regionale ha espresso il proprio indirizzo favorevole nella stessa direzione. Si apre ora una fase di confronto tra i soggetti coinvolti, finalizzata a definire gli strumenti più idonei per la valorizzazione e la tutela dell'area.
“La delibera approvata ieri è il risultato di un lavoro serio e rigoroso, che ha coinvolto più istituzioni- proseguono de Pascale e Allegni- e ha dimostrato come, quando la cultura diventa un interesse pubblico riconoscibile e riconosciuto, le istituzioni abbiano non solo la possibilità ma il dovere di tutelarla. Mutonia è un laboratorio vivo di creatività contemporanea, un esempio straordinario di come arte, vita e territorio possano fondersi in qualcosa di irripetibile. Siamo orgogliosi di aver costruito, insieme al Comune di Santarcangelo, un percorso istituzionale che ha saputo riconoscere questo valore e tradurlo in un atto concreto di tutela”.
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