Nella Sarti, 100 anni tra Riccione e i primi costumi di Miss Italia

L'assessora alla Famiglia Marina Zoffoli ha reso omaggio alla storica commerciante e albergatrice

A cura di Riccardo Giannini Redazione
12 marzo 2026 14:31
Nella Sarti, 100 anni tra Riccione e i primi costumi di Miss Italia -
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La riccionese Nella Sarti taglia il traguardo del secolo di vita circondata dall’affetto della sua città e dai suoi ricordi, tutti profondamente radicati nel quartiere Abissinia dove nasce il 10 marzo 1926 e dove risiede tuttora. Figlia di Raffaele Sarti, storico infermiere dell’Ospedale Ceccarini e stimato collaboratore del compianto dottor Moro, Nella sceglie inizialmente la strada dell’insegnamento: si diploma alle magistrali e muove i primi passi come maestra nel 1949. La sua vita incrocia poi quella di Redo Petroni, con il quale inizia un lungo sodalizio umano e professionale. Insieme, a partire dal 1950, scrivono una pagina fondamentale del commercio riccionese gestendo per decenni il famoso negozio "Petroni", punto di riferimento assoluto dove sfilano e si vendono i primi, rivoluzionari costumi da bagno legati al concorso di Miss Italia.

Dalla moda all'accoglienza alberghiera

Dopo la chiusura della storica ditta nel 1985, lo spirito infaticabile di Nella non si è spento, ma si è semplicemente spostato nel settore dell'accoglienza, cuore pulsante dell'identità romagnola. Per dieci anni, dal 1986 al 1996, ha infatti gestito con dedizione la pensione “Nella” in viale Trento Trieste. Oggi, in quella stessa casa dove vive accudita con amore dal figlio Gianluca, ha accolto l’amministrazione comunale trasformandosi in un vero fiume in piena di racconti, passando con naturalezza dalla commozione per i tempi difficili alla risata per gli aneddoti più bizzarri.

Il racconto di Nella si è fatto intenso nel rievocare il periodo bellico, quando la fame era un nemico quotidiano così presente da costringerla a dormire nel pomeriggio pur di non sentire il vuoto nello stomaco. Ha ricordato con brivido quel pomeriggio sulla spiaggia insieme all’amica Ero, quando un aereo proveniente da Cattolica iniziò a mitragliare la sabbia: solo il caso volle che le raffiche non le colpissero, lasciandole addosso uno spavento che ancora oggi vibra nelle sue parole.

Non sono mancati però i momenti di ilarità, come quando ha descritto la vicinanza della sua abitazione a una casa frequentata da “signorine allegre” e soldati alleati. Nella ha ricordato ridendo di quella mattina in cui, trovandosi alcuni militari inglesi e americani dentro il proprio cancello, non esitò a prenderli a pugni per allontanarli, tra lo sconcerto e la grande paura della madre che assisteva alla scena. Una tempra d’acciaio che non l’ha mai abbandonata e che l’ha portata a congedarsi dopo oltre un’ora di colloquio con una punta di rammarico ironico, sottolineando come sia un peccato che i cento anni arrivino una volta sola.

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