Non completa vaccinazioni, bimbo riminese escluso dalla scuola materna

Angelini del movimento 3V accusa: "Accanimento"

01 aprile 2026 16:28
Non completa vaccinazioni, bimbo riminese escluso dalla scuola materna - Vaccino, vaccinazioni REPERTORIO
Vaccino, vaccinazioni REPERTORIO
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Il bimbo di una famiglia residente in un comune dell'entroterra riminese è stato escluso dalla scuola materna per mancato adempimento agli obblighi vaccinali.

La vicenda ha le sue radici nel maggio 2023: dopo essere stato sottoposto alla seconda dose di vaccino esavalente, il bambino ha riportato febbre e una desquamazione, un arrossamento ed un'edema nella coscia, dove è stato iniettato il vaccino. La famiglia ha chiesto una proroga della vaccinazioni, mentre l'Ausl ha svolto accertamenti sul piccolo. Da essi è emerso che gli effetti collaterali (febbre e desquamazione) siano riconducibili a un'infezione da Sars-CoV-2, concomitante con l'iniezione, l'arrossamento e l'edema è invece effetto collaterale comune dopo la vaccinazione esavalente. Così è arrivato il via libera alla famiglia per completare l'immunizzazione, ma di fronte al mancato adempimento, è scattata l'esclusione del bimbo.

Matteo Angelini del movimento 3V attacca: "Interpretazione inutilmente punitiva delle norme a danno dei più piccoli", con un clima "di accanimento da parte di alcuni dirigenti scolastici e dell'Ausl Romagna nei confronti di famiglie che, dati alla mano, stanno pienamente rispettando la normativa vigente".

"Va fatta chiarezza sulla legge: la Legge 119/2017 all’Art. 3-bis è cristallina. Essa stabilisce che, per i servizi educativi dell'infanzia, la documentazione idonea a garantire la frequenza non è solo il certificato vaccinale, ma anche la formale richiesta di vaccinazione presentata all'Asl. Questa richiesta ha valore legale sostitutivo: una volta inoltrata, il bambino ha il pieno diritto di restare in classe in attesa dell'appuntamento fissato dall'azienda sanitaria", argomenta Angelini, secondo cui l'Ausl invii "comunicazioni a dirigenti e famiglie sostenendo, erroneamente, che la sola prenotazione non sia sufficiente per proseguire la frequenza. Questa interpretazione è clamorosamente sbagliata e fuorviante. Seguendo queste indicazioni errate, i Dirigenti scolastici non solo ledono il diritto all’istruzione dei minori, ma si espongono incautamente a dover rispondere in prima persona di fronte a diffide o cause legali per interruzione di pubblico servizio e abuso d'ufficio".

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