Non solo problema Gaiofana: "Troppe partite rinviate: campi da calcio di Rimini inagibli"
Il consigliere Angelini interroga la giunta
Con un'interrogazione al consiglio comunale di Rimini, Matteo Angelini del Movimento 3V denuncia una criticità legata all'impiantistica sportiva: nella fattispecie, l'agibilità dei campi da calcio sul territorio comunale nel periodo autunnale e invernale. Angelini sottolinea che dal 1° dicembre all'11 febbraio la delegazione Figc di Rimini abbia rinviato oltre 100 gare. "Questo dato - scrive Angelini - deriva dalla somma dei provvedimenti di sospensione in blocco adottati per l'intera provincia da parte della Delegazione Provinciale di Rimini della Figc, che giustamente interviene a tutela di giocatori, staff e anche delle strutture unitamente ai provvedimenti emessi dal Comune nei casi di allerta meteo".
Angelini chiama in causa l'amministrazione comunale: "Circa il 65-70% delle partite rinviate si sarebbero dovute disputare su campi di proprietà comunale o in gestione al Comune di Rimini. La stragrande maggioranza dei campi utilizzati dalle società giovanili riminesi come Accademia Riminicalcio, Rivazzurra, Miramare, Spadarolo, San Vito, Torre Pedrera, Lagomaggio sono impianti comunali affidati in concessione. E per assurdo, nelle chiusure collettive, sono finiti pure i campi in sintetico di Miramare e della Stella". Le sospensioni, quando riguardano in blocco un weekend di partite, comportano un blocco di attività per un numero elevato di calciatori, tra le 2400 e le 2800 unità, senza dimenticare staff tecnici, i direttori di gara e gli spettatori che assistono alle partite. La non agibilità dei campi ha dunque anche un impatto sociale, oltreché pratico sull'attività sportiva.
Secondo Angelini, il problema principale è l'assenza di terreni in sintetico, che dovrebbero essere affiancati a quelli in erba naturale, dunque un doppio campo per ogni impianto sportivo sarebbe la soluzione. Il consigliere mette poi nel mirino il nuovo centro sportivo di Corpolò: "Tanti anni per vederlo realizzato ed ora, oltre al fatto che deve essere ancora consegnato alla società Usd Corpolò, nessuno c’ha ancora messo piede dopo l’inaugurazione a parte qualche avventuriero che ha approfittato dei cancelli che si aprivano per andarci a fare due tiri, che i terreni sono già un disastro, completamente da rifare, sia il campo principale che l’antistadio. Perché quindi realizzare progetti al risparmio tanto per dire di averli fatti, quando con un qualche investimento in più si potrebbero realizzare doppi campi, sia in erba naturale fatti bene, sia in sintetico?".
Da qui la duplice domanda posta a sindaco e assessore allo sport: "Si ritiene opportuno a fronte di questi numeri e queste valutazioni intervenire in maniera massiccia sul territorio con investimenti mirati volti a consegnare alla città delle strutture per il calcio all’altezza e fruibili tutto l’anno? Se sì, ci potete illustrare, al netto di quello che sarà fatto presso il Centro Sportivo della Gaiofana, quali interventi certi sono in programma nel breve, medio e lungo termine, dedicati al calcio?".
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