Novafeltria, il fumetto contro l’oblio: continua la mostra la memoria della Shoah
Ultimi giorni per visitare l’originale esposizione presso il Teatro Sociale
Prosegue fino al 25 febbraio al Ridotto del Teatro Sociale di Novafeltria la mostra “Lacrime, lupi e tragici topi. Come il fumetto ha trattato la Shoah” (ingresso libero). L’esposizione (oltre 30 pannelli, albi originali in visione e articoli) è curata da Davide Barzi e Paolo Guiducci: un’accurata panoramica sui comics che, in tutto il mondo, hanno affrontato il tema di Auschwitz.
La mostra, allestita dal festival internazionale del fumetto e del cinema d’animazione e games di Rimini Cartoon Club, è organizzata dal Comune di Novafeltria e dal Teatro Sociale, grazie alla collaborazione di Regione Emilia-Romagna e Camera di Commercio della Romagna.
Accompagna l’esposizione anche un reading, condotto da Davide Barzi, che nei giorni scorsi ha fatto registrare il tutto esaurito al Teatro Sociale, coinvolgendo ragazzi delle scuole elementari e medie del territorio.
Per molti sopravvissuti e sopravvissute della Shoah, quell’evento è inenarrabile. Figuriamoci se può essere raccontato a fumetti… «L'argomento è troppo serio per essere raccontato da un fumetto», dice Ezra Cohn, 64 anni, della comunità ebraica di Dusseldorf. Eppure, per non dimenticare e non ripetere, è quasi un dovere morale riportare a galla l'orrore, farlo conoscere perché lo si eviti per sempre. E “se film, libri, quadri e composizioni musicali hanno saputo balbettare Auschwitz, perché non potrebbe farlo anche quella peculiare forma d’arte che è il fumetto?” si domandano il filosofo Raffaele Mantegazza e il teologo Brunetto Salvarani nel bellissimo saggio Le strisce dei lager.
“Quanto è accaduto va meditato, come esortava Primo Levi, affinché dall’analisi del male e della condizione umana sotto le più feroci dittature nascano idee, linguaggi e comportamenti in grado di diffondere il valore inviolabile dei diritti umani. – commenta la vicesindaca e assessora alla Cultura del Comune di Novafeltria, Elena Vannoni, che ha fortemente caldeggiato il progetto - Il racconto a fumetti fu la prima modalità con cui venne raccontato alle persone ciò che stava accadendo nei campi di concentramento. E negli anni lo storytelling a fumetti ha affrontato più volte questo doloroso capitolo della storia dell’umanità, con il suo modo tutto particolare di usare l’immagine”.
“Questa mostra e il reading che la accompagna – prosegue la Vannoni - vogliono stimolare le giovani generazioni a interrogarsi sugli orrori accaduti, per trovare risposte profonde su ciò che è giusto fare in ogni frangente storico in cui ci si trovi a vivere, compreso l’attuale, utilizzando un linguaggio familiare ai ragazzi di oggi”.
Per qualcuno il racconto – a fumetti – è anche terapeutico, come per Art Spiegelman, che attraverso Maus descrive molto di sé e della sua famiglia. Un’opera straordinaria meritevole nel 1992 del premio Pulitzer.
La metafora degli animali utilizzati per rappresentare gli esseri umani – in Maus gli ebrei sono topi e i nazisti gatti – era già comparsa negli anni Quaranta nel volume La Bête est morte!, dove Adolf Hitler, nei disegni di François Calvo, diventa un lupo.
Autobiografia e invenzione si mescolano in Yossel - April 19, 1943 di Joe Kubert, con tavole di grande impatto emotivo. Analogo pathos, unito a rigorosa documentazione storica, si ritrova in Auschwitz di Pascal Croci.
Negli Stati Uniti nemmeno il fumetto di supereroi ha “fatto finta di niente”: Magneto, il potente arcinemico degli X-Men, porta in età adulta i segni di un’infanzia segnata dal nazismo, come si vede anche nell’incipit del primo film dedicato ai mutanti e in diversi episodi della saga a fumetti.
Anche l’Italia ha raccontato negli anni diverse biografie di personaggi noti e meno noti coinvolti nell’orrore: da Massimiliano Kolbe di Dino Battaglia e Anna Frank di Mino Milani e Attilio Micheluzzi, fino allo Schindler raccontato dai fratelli Maggi, e a Giorgio Perlasca narrato da Sonseri e Bufi. Pure il fumetto umoristico si è confrontato con la Shoah, come dimostra l’incursione di Marcello con la sua cifra preferita, la striscia. Con “Kindelager 333”, l’autore senese ha affrontato il tema dei bambini della Shoah in tre strisce realizzate per la mostra. “È il mio modo più naturale per riflettere su un momento spaventoso della nostra Storia e contribuire, suscitando un sorriso amaro, a impedire che venga dimenticato”.
Una storia italiana molto toccante è l’episodio di Dylan Dog “Doktor Terror” (scritto con trasporto civile da Tiziano Sclavi, creatore del personaggio), che non lascia indifferenti e che, per chiudere il cerchio, in più parti richiama Maus, in un gioco di citazioni e allusioni amplificato dalla poetica dell’autore.
“Lacrime, lupi e tragici topi. Come il fumetto ha trattato la Shoah”
Orari: dal lunedì al venerdì ore 10.00-12.00, domenica chiuso.
Prenotazione visite guidate gratuite scuole: telefonare allo 0541.845604,
“Servizi educativi, alla persona e al tempo libero” - Comune di Novafeltria.
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