Novafeltria ritrova Palazzo Lombardini: inaugurata la nuova Casa della Musica e della Cultura
Un edificio storico restituito alla comunità con nuovi spazi per la formazione, la cultura e l’associazionismo. Dal 20 giugno ospiterà gli studenti internazionali del progetto “Voci nel Montefeltro”
È stata inaugurata ieri (sabato 13 giugno), alle ore 17.30, alla presenza delle associazioni cittadine e delle forze dell’ordine, la nuova Casa della Musica e della Cultura di Novafeltria, ospitata negli spazi completamente ristrutturati e arredati di Palazzo Lombardini. L’intervento, realizzato dalla ditta Ciccioni di Sant’Agata Feltria e concluso nel rispetto del cronoprogramma previsto, restituisce alla comunità uno degli edifici simbolo del paese, trasformandolo in un moderno polo dedicato alla musica, alla formazione e alla vita culturale del territorio. La struttura dispone di nuove aule per lo studio musicale, spazi destinati a laboratori didattici, anche per bambini e una sala riunioni pensata per accogliere attività associative, incontri e iniziative culturali. Palazzo Lombardini è già pronto ad accogliere, a partire dal 20 giugno, gli studenti internazionali di musica lirica che prenderanno parte al progetto “Voci nel Montefeltro”, soggiornando a Novafeltria nelle settimane successive. Terminata questa esperienza, gli spazi resteranno a disposizione dei cittadini fino a giugno 2027, quando, come comunicato dall’Amministrazione comunale, verrà pubblicato il bando per la gestione della struttura.
Particolarmente significativo l’intervento del sindaco di Novafeltria, Stefano Zanchini, che ha sottolineato il valore simbolico e sociale dell’opera.
«Oggi è una giornata importante perché restituiamo a Novafeltria un pezzo della sua storia e gli diamo un futuro. Palazzo Lombardini è stato per anni un edificio parzialmente chiuso e oggi finalmente riapre in tutta la sua potenzialità come Palazzo della Musica e della Cultura: un luogo vivo, aperto, pensato per chi suona, studia, crea e si incontra».
Il primo cittadino ha evidenziato come il progetto abbia consentito di salvaguardare un patrimonio importante della comunità, mettendolo al servizio delle nuove generazioni e dell’intera cittadinanza.
«Siamo qui perché con questo progetto abbiamo salvato un patrimonio della nostra comunità per rispondere alle esigenze dei cittadini, dei giovani e dei meno giovani. Vogliamo che questo edificio diventi un punto di riferimento per la crescita culturale, la socialità e la partecipazione».
L’inaugurazione segna così l’inizio di una nuova fase per Palazzo Lombardini, destinato a diventare un centro di aggregazione e produzione culturale, capace di valorizzare le tradizioni musicali del territorio e di promuovere nuove opportunità di incontro e formazione.
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