Nuovo centro per la pesca di Rimini, comitati sul piede di guerra: "Devastazione totale tra traffico e inquinamento"

La proposta del nuovo centro per la pesca a Rimini è bocciata da diversi comitati per impatti ambientali negativi

A cura di Redazione
12 marzo 2025 17:05
Nuovo centro per la pesca di Rimini, comitati sul piede di guerra: "Devastazione totale tra traffico e inquinamento" -
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Il progetto del nuovo centro per la pesca di Rimini scatena le proteste del comitato “Vivi sinistra del porto”, al quale si aggiungono tutti i comitati che si sono caratterizzati per posizioni fortemente contrarie all’amministrazione comunale, da Viserbapuntoeacapo al Rione Clodio, fino all’associazione Quartiere 5.

Il progetto viene totalmente bocciato perché ritenuto “in controtendenza con tutti i proclami di salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico che sentiamo ad ogni evento meteorologico estremo, da parte della nostra amministrazione”.

I comitati parlano di “totale devastazione di una delle poche aree verdi rimaste a mare della ferrovia”, con la trasformazione delle vie Sinistra del porto e Lucio Lando “in strade al servizio del mercato ittico”: “Da zone iconiche di Rimini diventeranno strade dedicate al traffico pesante”.

Le preoccupazioni riguardano anche via Coletti, per l’aumento significativo del transito di camion e auto: “un’area – evidenziano i comitati – che già oggi risulta congestionata in gran parte della giornata dal normale traffico della città, con momenti di vero e proprio ingorgo durante le manifestazioni turistiche e fieristiche”.

A preoccupare è anche l’obsolescenza delle imbarcazioni della marineria “altamente inquinanti”. “Per questo – evidenziano i comitati – molti proprietari stanno accedendo ai fondi Feampa, che incentivano appunto la rottamazione di tali imbarcazioni e il ritiro delle licenze. Le vongolare inoltre lamentano una crisi continua che li porta a richiedere l’autorizzazione a pescare le vongole a 500 metri dalla costa, soluzione che appare solo tampone senza una reale prospettiva per il futuro”.

I comitati chiedono quindi all’amministrazione di fare marcia indietro: “é un progetto sbagliato, figlio di un altro tempo amministrativo, anacronistico nelle sue funzioni e nella sua posizione”

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