Nuovo sistema fognario, al via lavori a Rivazzurra e Bellariva: "Due grandi opere decisive"
Nuovo sistema fognario di Rimini, due nuovi belvedere sul lungomare
Proseguono gli interventi al sistema fognario di Rimini, nell’ambito del piano della salvaguardia della balneazione.
Al via i lavori per la realizzazione della vasca di accumulo alla fossa Rodella a Rivazzurra (viale Regina Margherita), al confine con Miramare, che inizieranno la prossima settimana per concludersi nella primavera del 2027.
Partiranno invece nel mese di dicembre, per concludersi sempre nel 2027, i lavori per la realizzazione della vasca di laminazione e prima pioggia al Colonnella 2 in fondo a viale Firenze a Bellariva.
Prosegue dunque verso la zona Sud di Rimini il Piano di Salvaguardia della Balneazione (PSBO), che interviene sul sistema fognario depurativo e per il superamento delle criticità legate alla balneabilità della costa. Un piano fondamentale anche per la salvaguardia idraulica della città che, in caso di eventi meteorologici intensi segna la differenza riducendo i rischi idraulici per le inondazioni.
Due nuovi belvedere integrati nel Parco del Mare
I due nuovi presidi idraulici consistono in due vasche interrate, che saranno realizzate sotto il manto stradale e nell’area completamente riqualificata del nuovo Parco del Mare, e altrettanti belvedere.
I lavori del PSBO, infatti, andranno a coordinarsi e integrarsi con l’attuazione del progetto del Parco del Mare nei tratti 6 e 7. Due grandi opere che avanzano in parallelo e si completano: così com’è stato per la vasca di piazzale Kennedy, anche per i due nuovi impianti di accumulo che saranno realizzati, l’opera idraulica sarà l’occasione per intervenire anche sulla trasformazione urbana, attraverso la realizzazione di due nuovi belvedere, che offriranno inediti affacci sul mare.
I “belvedere” sono pensati prendendo come riferimento le forme e le linee sinuose del progetto di Piazzale Kennedy e i percorsi e le geometrie a “sardina” che caratterizzano il master plan del Parco del Mare.
Un’imponente opera in continua evoluzione per la salvaguardia del mare
Il PSBO è il Piano messo in campo da Comune di Rimini, Gruppo Hera, Amir e Romagna Acque per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro, segnalato dall’ONU come una delle opere principali nella salvaguardia degli ambienti marini (obiettivo 14 dell’Agenda 2030). Un’imponente opera per la salvaguardia del mare in 12 tappe, in continua evoluzione, che porterà alla riqualificazione di 12 scarichi a mare, con 45 km di nuove condotte fognarie.
Il punto sul cantiere
Stanno procedendo i lavori che hanno l’obiettivo di portare a pieno completamento il processo di separazione delle reti nell’area tra Torre Pedrera e Viserbella.L’intervento complessivo di separazione dei bacini Brancona e Viserbella è stato suddiviso in 7 lotti d’intervento, per cercare di limitare il più possibile l’impatto sulla città. Si sono conclusi i lavori relativi al primo, secondo, quarto e settimo lotto, che consentiranno, una volta completati gli interventi di separazione anche da parte dei privati, l’utilizzo esclusivo della fossa Viserbella per le sole acque meteoriche.
Sono in corso di esecuzione i lavori relativi al nuovo sollevamento Brancona, mentre si è già conclusa la posa della relativa condotta premente lungo via Lotti. Rimangono da realizzare gli interventi relativi alle reti del terzo, quinto e sesto lotto. Per tali interventi sono state appena aggiudicate le gare d’appalto per l’individuazione delle Imprese esecutrici con previsione di completamento delle opere per il 2025. Una volta terminato questo intervento vedrà impiegati 16 milioni di euro.
Per continuare a proteggere Rimini dai fenomeni di allagamento conseguenti al contesto di mutate e sempre più importanti precipitazioni che interessano il territorio Romagnolo, sarà avviata la prima opera aggiuntiva al PSBO: la cosiddetta “Dorsale Ausa”. Si tratta di un sistema idraulico costituito da nuovo collettore del diametro di 160 cm, che si sviluppa in parallelo alla SS 16, con il relativo impianto di sollevamento.
Quest’opera che si colloca a monte della città è di fatto un prolungamento dell’attuale deviatore Ausa nel quale di andrà ad immettere e permetterà di convogliare le acque meteoriche di tutte le nuove espansioni urbanistiche direttamente al Deviatore e conseguentemente al mare. L’intervento, che prevede lavori per un importo di circa 6 milioni di euro, ha ottenuto un finanziamento ministeriale nell’ambito degli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico e l’adeguamento dei sistemi fognari, in quanto opera tesa a limitare l’afflusso di acque meteoriche nel sistema fognario cittadino.
“Cominciano le due grandi opere decisive che porteranno al completamento del PSBO – sottolinea il sindaco Jamil Sadegholvaad – il più grande intervento di risanamento ambientale oggi in Italia. Un processo complesso e articolato grazie al quale siamo al rush finale per il raggiungimento di tre obiettivi fra loro intrecciati: salvaguardare la balneabilità delle acque e incrementare la sicurezza idraulica sempre più messa a dura prova dai fenomeni legati ai cambiamenti climatici, innovare il prodotto e l’attrattività turistica coniugando l’importante opera idraulica con gli indirizzi urbanistici e di riqualificazione della città.”
“Il Psbo – ha aggiunto l’assessora all’ambiente Anna Montini – non è solo un piano di interventi concreto ed efficace che ci permette di vedere importanti risultati sul fronte del miglioramento dell’ambiente marino, ma è un processo dinamico, un programma di lavoro in continua evoluzione che è stato aggiornato durante il suo percorso per raggiungere una sempre maggiore sicurezza idraulica. Ora prendono il via proprio quegli interventi ulteriori a rafforzamento e ottimizzazione della sicurezza idraulica della città che porteranno a un significativo incremento della resilienza del sistema, consentendo di far fronte anche ad eventi estremi.”
“Il Psbo rappresenta una sfida ingegneristica di grande complessità e valore, ma anche una straordinaria opportunità per tutto il territorio. – afferma Alessandro Baroncini, Direttore Centrale Reti Gruppo Hera – Attraverso questo progetto, non solo contribuiamo concretamente alla risoluzione del cronico problema degli scarichi a mare, garantendo una balneazione più sicura e un ambiente più sano, ma abbiamo anche gettato le basi per una maggiore sicurezza idraulica e un futuro più sostenibile. Il recupero dei materiali di scavo per il ripascimento delle spiagge, ad esempio, è un esempio concreto di economia circolare che ci rende particolarmente orgogliosi. Siamo convinti che il Psbo sia un modello da seguire per altre realtà costiere e che i suoi benefici si ripercuoteranno positivamente sulla vita di tutti i giorni dei cittadini.”
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