Oltre 1000 anziani truffati, anche del Riminese: vendite porta a porta nel mirino della Procura

L'indagine della Guardia di Finanza di Padova ha portato a un sequestro di 2,5 milioni

30 luglio 2026 14:36
Oltre 1000 anziani truffati, anche del Riminese: vendite porta a porta nel mirino della Procura - Anziana, truffa anziani (Repertorio)
Anziana, truffa anziani (Repertorio)
Condividi

La Procura della Repubblica di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone in merito a una serie di estorsioni e truffe commesse in tutta Italia, compresa la Provincia di Rimini, ai danni di 1.200 anziane, nell'ambito della vendita "porta a porta". La Guardia di Finanza di Padova, riferisce l'ANSA, ha inoltre eseguito un sequestro di beni per 2,5 milioni di euro tra orologi, gioielli, capi d'abbigliamento e accessori, oltre a disponibilità finanziarie e altri beni mobili e immobili.

L'indagine è nata dopo aver accertato, per diversi mesi, che alcuni padovani frequentavano abitualmente locali esclusivi a bordo di auto di lusso, facendo emergere incongruenze tra quanto dichiarato fiscalmente e il loro tenore di vita, oltre ad anomalie nella clientela della società da loro amministrata, composta interamente da donne ultrasessantenni.

Le testimonianze raccolte da alcune di loro, sfociate anche in denunce, hanno delineato il modo d'agire degli indagati che, sulla base di elenchi nominativi acquistati da altre società operanti nello stesso settore, si presentavano quasi quotidianamente nelle abitazioni delle vittime avvalendosi di una rete di agenti di vendita. Con grande abilità persuasiva convincevano le anziane che, in virtù di un contratto sottoscritto anni prima, fossero obbligate ad acquistare articoli casalinghi di vario tipo per importi compresi tra i 5.000 e i 7.000 euro.

In alcuni casi i venditori, diversi dei quali con precedenti, si ripresentavano dopo alcuni mesi nelle abitazioni delle vittime più vulnerabili, costringendole a ordinare ulteriori articoli per la casa e a rimodulare il finanziamento già acceso, con conseguente aumento dell'importo delle rate e della durata del prestito. In caso di rifiuto o di resistenza da parte delle anziane, gli indagati minacciavano di adire le vie legali.

I profitti delle condotte criminali, derivanti da ricarichi fino all'800% sui prodotti venduti e dalle provvigioni riconosciute dalle società finanziarie, avrebbero consentito agli indagati di condurre uno stile di vita particolarmente sfarzoso.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail