Opificio di Comunità: così i santarcangiolesi partecipano alla vita amministrativa

Giovedì 5 febbraio la presentazione dei risultati del percorso partecipato

A cura di Riccardo Giannini Redazione
01 febbraio 2026 09:05
Opificio di Comunità: così i santarcangiolesi partecipano alla vita amministrativa -
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Il percorso partecipato dell’Opificio di Comunità giunge al termine e i risultati saranno presentati alla cittadinanza nel corso di un incontro pubblico che si terrà giovedì 5 febbraio alle ore 20,45 in biblioteca Baldini. Durante la serata verrà illustrato il Documento di Proposta Partecipata e l’esito del percorso sarà condiviso con l’intera comunità. L’incontro sarà anche l’occasione per raccontare cos’è l’Opificio a chi non ha preso parte attivamente alle fasi precedenti e per segnare simbolicamente il passaggio dalla fase di progettazione a quella di attivazione concreta.

L’Opificio di Comunità è un progetto innovativo promosso dal Comune di Santarcangelo e finanziato con 15mila euro dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando per il sostegno ai processi partecipativi previsto dalla legge regionale 15 del 2018. L’Opificio rappresenta uno spazio relazionale dove la comunità produce benessere, legami e possibilità attraverso la collaborazione attiva tra pubblica amministrazione, terzo settore e cittadinanza. Si fonda su tre linee produttive prioritarie: relazioni (connettere persone, tessere reti), welfare (rispondere ai bisogni, co-produrre benessere) e solidarietà (mutuo aiuto, reciprocità); l’obiettivo principale è superare la frammentazione delle iniziative sociali trasformando il mutualismo diffuso in un modello intenzionale, sistemico e stabile.

Il progetto si è sviluppato attraverso un articolato percorso partecipativo che ha visto quattro incontri del Tavolo di Negoziazione tra ottobre e dicembre 2025, coinvolgendo oltre venti realtà del territorio tra associazioni, cooperative, fondazioni, servizi pubblici e gruppi di cittadinanza attiva. Ogni incontro ha permesso di approfondire, sperimentare e co-progettare all’interno di gruppi di lavoro tematici che hanno tradotto i bisogni emergenti del territorio (relazione e prossimità, riconoscimento e partecipazione, equità territoriale tra centro e frazioni, accessibilità ai servizi, spazi condivisi riconoscibili, connessione tra risorse esistenti, linguaggi comuni) in azioni concrete, successivamente validate e affinate dalla comunità allargata.

Il percorso ha prodotto risultati concreti articolati in quattro componenti: Patto Fondativo (l’identità, i principi e il funzionamento dell'Opificio), Azioni Fondative (infrastruttura istituzionale), Sperimentazioni (infrastruttura relazionale) e Attenzioni (cultura quotidiana attraverso micro-gesti operativi), che saranno presentati nel corso dell’incontro del 5 febbraio.

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