Parco del Sasso Simone, un progetto per giovani: cinque giorni di vita slow nella natura

Aperta la call per una residenza itinerante nel Parco del Sasso Simone e Simoncello dedicata a giovani tra i 18 e i 35 anni

22 giugno 2026 13:04
Parco del Sasso Simone, un progetto per giovani: cinque giorni di vita slow nella natura -
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"Non si tratta solo di osservare, ma di prendere posizione. Non solo di attraversare, ma di comprendere". È da questa idea che nasce "Roots – Il tuo sguardo sul territorio", la residenza itinerante promossa dal Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello che dal 17 al 21 agosto coinvolgerà giovani tra i 18 e i 35 anni in un'esperienza di cammino, ricerca e vita condivisa nel cuore dell'Appennino. Cinque giorni per rallentare il passo e imparare a leggere il territorio in modo diverso, attraversando alcuni tratti del Giro del Monte e costruendo uno sguardo personale sul paesaggio, sulle comunità che lo abitano e sulle trasformazioni che lo attraversano.

Roots nasce dalla consapevolezza che il paesaggio non sia soltanto ciò che vediamo, ma un insieme di relazioni, memorie, tracce e processi che si intrecciano nel tempo. Per questo la residenza invita a entrare in relazione con i diversi livelli che compongono un territorio – ecologico, storico, umano e percettivo – e a leggerlo come un testo complesso, fatto di segni, stratificazioni e narrazioni, da osservare e restituire attraverso molteplici punti di vista.

Il percorso si svilupperà lungo alcuni tratti del percorso recentemente inaugurato “Giro del Monte”, attraversando ambienti molto diversi tra loro: faggete, crinali, pascoli, aree rocciose e borghi storici. In Roots il cammino non è soltanto uno spostamento fisico, ma un vero e proprio dispositivo di lettura. Ogni tratto diventa occasione per osservare, raccogliere, interpretare. Camminare significa concedersi il tempo necessario per ascoltare un luogo, coglierne i dettagli, riconoscere le relazioni tra ambiente naturale e presenza umana, interrogarsi sulle storie e sui processi che lo hanno plasmato.

La residenza è aperta a chiunque abbia curiosità e voglia di mettersi in gioco. Non sono richieste competenze specifiche: ogni partecipante è invitato a portare il proprio modo di osservare il mondo, che sia curioso, critico, sensibile o sperimentale. Strumento centrale dell'esperienza sarà il taccuino, inteso non necessariamente come un quaderno tradizionale, ma come uno spazio aperto di raccolta, ricerca e composizione. Appunti, mappe, parole, fotografie, disegni, immagini, tracce sonore e annotazioni d'ascolto contribuiranno a costruire una personale lettura del territorio. Un dispositivo di osservazione che crescerà giorno dopo giorno insieme all'esperienza vissuta, senza formule prestabilite e senza un risultato già definito. Esiste un solo criterio: trovare il proprio sguardo. Ad accompagnare i partecipanti durante il percorso saranno Irene Valenti, educatrice, guida ambientale escursionistica e progettista di esperienze di apprendimento in natura, Gregorio Giannini, progettista di linguaggi visivi, Benedetta Ciappini, fotografa e artista visiva, e Lapo Brau, counselor, facilitatore e formatore esperto di processi di comunità e partecipazione.

Il percorso sarà inoltre arricchito dal contributo di professionisti provenienti da discipline diverse che accompagneranno i momenti di approfondimento e confronto: Plam Studio, realtà attiva nella progettazione partecipata e nella rigenerazione culturale; Roberto Sartor, guida ambientale escursionistica, progettista e ricercatore indipendente, attraversa i territori con uno sguardo che intreccia geografia, paesaggio e storie locali; Maria Giulia Terenzi, restauratrice di beni culturali e disegnatrice, con una forte attenzione alla relazione tra pratica artistica e ambiente naturale; Massimo Guerra, guida ambientale e divulgatore scientifico; tino - progetti di comunicazione, officina di comunicazione e immaginazione; Andrea Chilorio, ricercatore e fondatore di Boschilla progetto di ricerca e produzione multimediale sulle montagne e sulle aree interne; Andrea Zanini - Appennino I'Hub che si occupa da 20 anni di direzione e mentoring di imprese ad impatto sociale, social innovation, reti di conoscenza collaborativa e facilitazione; Cosmic Fringe Radio e Sonoria, che cureranno il percorso di ascolto e restituzione sonora dell'esperienza.

Roots non si conclude con la fine del cammino. I materiali raccolti durante i cinque giorni confluiranno infatti in una restituzione pubblica nel corso della prima serata di Habitat Festival (21-22-23 agosto 2026), a Pennabilli, dove i partecipanti presenteranno una narrazione collettiva costruita a partire dai propri taccuini. Parallelamente prenderà forma un podcast collettivo realizzato con Cosmic Fringe Radio, che raccoglierà voci, racconti e riflessioni emerse durante il percorso. La partecipazione è gratuita; è richiesto un contributo di 10 euro per la copertura assicurativa. Sono inclusi alloggio, colazioni e pranzi per tutta la durata della residenza. Per partecipare è necessario compilare il modulo online e allegare una breve motivazione insieme a un contenuto capace di raccontare il proprio sguardo sul territorio: un'immagine, un testo, una mappa, un collage, una raccolta di riferimenti o qualsiasi altro materiale utile a mostrare il proprio modo di osservare e interpretare i luoghi.

Le candidature saranno valutate da una commissione composta da un/una rappresentante per ciascun partner della call.

Informazioni e candidaturehttps://sassosimonesimoncello.it/roots-il-tuo-sguardo-sul-territorio/

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