Permesso negato, sindacato attacca l'Ausl: "È un precedente inaccettabile"

Il permesso riguardava la partecipazione all'assemblea della rappresentanza sindacale unitaria. La replica dell'Ausl: "All'interno del servizio interessato si erano verificate molteplici assenze contestuali non prevedibili"

12 giugno 2026 16:57
Permesso negato, sindacato attacca l'Ausl: "È un precedente inaccettabile" - Sede Ausl di Rimini (Colosseo)
Sede Ausl di Rimini (Colosseo)
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L'Ausl Romagna non ha concesso un permesso a una dipendente di partecipare all'assemblea della rappresentanza sindacale unitaria. La Cgil di Rimini parla di "rifiuto", denunciando che non sia un caso isolato. "Da mesi - spiega il sindacato in una nota - è sempre più difficile per lavoratrici e lavoratori usufruire di tutti i permessi garantiti da leggi e contrattazione collettiva. I permessi sindacali non sono un diritto sopprimibile per ragioni di organico, lo dicono la legge e decenni di giurisprudenza".

La decisione dell'Ausl viene vista come "precedente inaccettabile che rischia di compromettere le relazioni sindacali e il sacrosanto diritto di lavoratrici e lavoratori di esercitare la rappresentanza democratica".

La Cgil rilancia l'allarme per "l'emergenza personale", contestando nuovamente "il piano triennale del fabbisogno di personale presentato dall’Azienda. Il Piano prevede per il 2026 la copertura del turnover al 75% per il personale sanitario e al 50% per il personale tecnico e amministrativo".

“Lo abbiamo detto con chiarezza: il Piano di reclutamento è assolutamente insufficiente. Serve invece un Piano che garantisca la copertura almeno del 100% del turnover e serve assumere un principio fondamentale: l’apertura di ogni nuovo servizio deve essere accompagnata dal reclutamento del personale adeguato a garantirne la sostenibilità. Non si può pensare di continuare a tenere in piedi il Servizio Sanitario Pubblico attraverso straordinari, doppi turni, salti di riposo, spostamenti di personale, assunzioni a tempo determinato. Così il personale non regge", attacca il sindaco, che ha diffidato l'Ausl "a revocare il rifiuto del permesso sindacale e ad astenersi per il futuro dall'adottare comportamenti suscettibili di limitare o ostacolare l'esercizio delle prerogative sindacali riconosciute dalla legge".

“La diffida è stata una scelta assolutamente necessaria e inevitabile: qualora l’Azienda dovesse proseguire su questa strada difenderemo i diritti sindacali in ogni sede, adottando tutte le iniziative a nostra disposizione. E più in generale va riaffermato un principio: tutti i diritti conquistati dalle lavoratrici e dai lavoratori e riconosciuti dalle norme e dalla contrattazione devono essere resi pienamente disponibili, senza alcuna eccezione", chiosa la Cgil.

La replica dell'Ausl

La diffida pervenuta in data odierna è circoscritta ad un singolo caso specifico a cui non è stato possibile concedere il permesso sindacale in quanto all'interno del servizio interessato si erano verificate molteplici assenze contestuali non prevedibili (malattie/infortuni) che avrebbero minato la garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Tant’è che il diniego è stato formalizzato solo in data 11 giugno poiché si è tentato, fino all'ultimo momento utile, di porre in atto ogni soluzione organizzativa per consentire la fruizione del permesso.

Come noto dal vigente Regolamento aziendale, il diniego di un permesso sindacale interviene a fronte di rilevanti e gravi motivi organizzativi connessi al regolare svolgimento delle attività della struttura di assegnazione. Questo è esattamente quanto accaduto nel caso specifico.

Si evidenzia, inoltre, che non risultano a questa Direzione Assistenziale precedenti dinieghi. L'Azienda ha sempre mostrato attenzione nel favorire l'esercizio dei diritti sindacali, anche attraverso la rimodulazione dei turni d'intesa con il personale richiedente.

Considerata l'eccezionalità dell'episodio, si ritiene che un confronto diretto con l'Azienda sarebbe stato più proficuo rispetto alla creazione di ingiustificati allarmismi.

Infine, ciò che risulta però inaccettabile e alquanto strumentale è continuare ad imputare all’Azienda la mancata volontà di assumere personale, pur essendo a conoscenza dell’importante reclutamento effettuato anche recentemente, che ha dato seguito a oltre 700 nuove assunzioni nel comparto.

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