Pesca e acquacoltura, il Pd chiede più sostegni contro caro-carburanti e cambiamenti climatici

Alice Parma chiede di rafforzare il credito d’imposta per gasolio e benzina e di rifinanziare il Fondo di solidarietà nazionale per i danni legati agli eventi climatici

29 settembre 2026 14:58
Pesca e acquacoltura, il Pd chiede più sostegni contro caro-carburanti e cambiamenti climatici - Pescatore, pesca ARCHIVIO
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La Regione garantisca sostegno ai comparti di pesca e di acquacoltura, penalizzati dall’aumento dei costi dei carburanti e delle emergenze legate all'impatto dei cambiamenti climatici. È l’oggetto di una risoluzione del Partito democratico, presentata da Daniele Valbonesi (primo firmatario) e Alice Parma, che chiede al Governo di rafforzare il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio e benzina per le imbarcazioni nonché di rifinanziare il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura per far fronte ai danni connessi agli effetti del cambiamento climatico, come ondate di calore marino, mucillagini, ipossie e anossie. “In Emilia-Romagna - hanno ricordato Valbonesi e Parma - il comparto della pesca e dell’acquacoltura nel 2025 contava 2.597 imprese, 4.415 addetti e una flotta composta da 574 imbarcazioni. Per affrontare l’aumento del costo del carburante, il Governo ha introdotto, per il 2026, una misura di credito d’imposta fino al 20% per l’acquisto di gasolio e benzina: delle 2.122 domande presentate, sono state ammesse 1.937 istanze, per un credito complessivamente riconosciuto pari a 6.994.671,92 euro, mentre per le restanti 185 istanze è stato avviato un supplemento istruttorio finalizzato alla verifica dei requisiti previsti. La misura andrebbe quindi rafforzata e proseguita oltre il periodo attualmente coperto”.

“La situazione di Goro - hanno aggiunto i due consiglieri - rappresenta in modo particolarmente evidente gli effetti della proliferazione del granchio blu sulla molluschicoltura e sulla produzione di vongole, con conseguenze che interessano non soltanto le singole imprese ma l’intero sistema economico e sociale del territorio. Anche la realtà di Cesenatico ha evidenziato la necessità di affrontare le trasformazioni che interessano la pesca, a partire dall’aumento dei costi energetici, dal cambiamento climatico, dall’evoluzione delle condizioni produttive e dalle prospettive della flotta e della piccola pesca. La situazione di Rimini a sua volta richiede attenzione sulla sostenibilità economica del settore ittico e della filiera connessa, in un contesto economico e antropico che fa dell’economia del mare uno dei centri della propria attività e produzione. Le diverse caratteristiche di Goro, Cesenatico, Rimini e delle altre marinerie della costa emiliano-romagnola rendono necessario un approccio capace di riconoscere le specificità territoriali e interventi di competenza statale, in particolare per quanto riguarda il caro-carburanti”. Valbonesi e Parma chiedono, infine, “l’attivazione di un tavolo permanente di confronto con il ministero dell'Agricoltura, la Regione Emilia-Romagna, i Comuni della costa e le rappresentanze delle cooperative e dei pescatori, finalizzato a individuare interventi condivisi sulle condizioni economiche e sulle prospettive del comparto”.

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