Piano dell’arenile, piscine in spiaggia dividono: posizioni a confronto

Da +Europa a Europa Verde, Sinistra Italiana e Coordinamento ambientalista, diverse letture sulla variante

A cura di Redazione Redazione
13 agosto 2026 10:59
Piano dell’arenile, piscine in spiaggia dividono:  posizioni a confronto -
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La variante al Piano dell’arenile di Rimini continua ad accendere il confronto politico e associativo, in particolare sulla possibilità di realizzare piscine e nuovi servizi negli stabilimenti balneari. Diverse le posizioni espresse, con un punto comune: la necessità di interrogarsi sul futuro della costa e sul modello turistico della città.

+Europa Rimini invita a valutare con attenzione l'impatto delle nuove strutture, considerando il rischio legato a mareggiate ed eventi climatici estremi e il consumo di risorse idriche. La formazione propone di privilegiare interventi di rinaturalizzazione, come dune e vegetazione autoctona, e chiede una valutazione complessiva che tenga insieme ambiente, acqua e sviluppo turistico. Secondo +Europa, la scelta dovrebbe inoltre considerare i possibili costi futuri legati ai danni provocati dagli eventi climatici e puntare su una costa più resiliente. L'obiettivo è quindi affrontare la trasformazione dell'arenile con una prospettiva di lungo periodo.

Europa Verde-Verdi Rimini riconosce alcuni aspetti positivi della variante, come la riduzione delle superfici coperte e l'aumento degli spazi a libera fruizione, ma manifesta perplessità sull'incremento di piscine, pavimentazioni e strutture. Secondo i Verdi, la competitività futura dovrebbe puntare soprattutto su sostenibilità, adattamento climatico e qualità ambientale, chiedendo un confronto pubblico sulle scelte per la costa. L'organizzazione sottolinea inoltre l'importanza di premiare, nelle future concessioni, la reversibilità delle strutture, la tutela ambientale, l'accessibilità e la qualità degli interventi. Per Europa Verde, l'innovazione dovrebbe coincidere soprattutto con la capacità di adattare la spiaggia ai cambiamenti climatici.

Sinistra Italiana Rimini guarda invece positivamente alla trasformazione prospettata nei render del Comune, ma chiede che il progetto sia inserito in una strategia più ampia. Tra le priorità indicate, la creazione di più aree verdi e “oasi climatiche”, insieme al potenziamento delle spiagge libere, considerate uno strumento per garantire accessibilità e fruizione collettiva del litorale. Sinistra Italiana evidenzia in particolare la necessità di aumentare gli spazi capaci di offrire ombra e maggiore vivibilità durante le giornate più calde. Positiva, infine, la valutazione sulle due nuove spiagge libere ottenute dal frazionamento delle concessioni più estese.

Il Coordinamento ambientalista di Rimini, che riunisce diverse associazioni del territorio, esprime invece una posizione nettamente contraria alle piscine in spiaggia. Il nodo principale, secondo le associazioni, è rappresentato dalla disponibilità futura di acqua e dagli effetti del cambiamento climatico, che renderebbero necessario ripensare il modello turistico anziché puntare su ulteriori consumi. Il Coordinamento solleva inoltre dubbi sulla gestione dell'acqua di mare e sugli eventuali sistemi di captazione, trattamento e restituzione. La proposta è di concentrare gli investimenti su verde, deimpermeabilizzazione dei suoli, rinaturalizzazione delle dune e tutela della costa, oltre che sul riuso della risorsa idrica. Per le associazioni, la crisi climatica impone di coniugare turismo e tutela ambientale, superando un modello basato sulla crescita quantitativa dei servizi.

Rimini in Comune-Diritti a Sinistra boccia senza appello la variante al Piano dell’arenile, accusando l’Amministrazione di favorire un’ulteriore cementificazione della costa. L’associazione contesta anche alcune scelte urbanistiche recenti, citando nuovi insediamenti commerciali, la piscina di Viserba e altri interventi previsti sul territorio. Critiche anche al Parco del Mare, per i costi di manutenzione dei materiali e per la gestione delle nuove piantumazioni. Secondo Rimini in Comune, il nuovo Piano consegnerebbe definitivamente la spiaggia alle logiche del consumo e del profitto. L’associazione propone invece una visione fondata su bene comune e sostenibilità e annuncia per settembre un’assemblea pubblica sul futuro della città.

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