Poggio Scavolo, il piccolo borgo di Sant'Agata Feltria che non vuole arrendersi allo spopolamento

Domenica la visita del vescovo Beneventi in occasione della locale festa della Madonna

17 settembre 2026 14:18
Poggio Scavolo, il piccolo borgo di Sant'Agata Feltria che non vuole arrendersi allo spopolamento - La chiesetta di Poggio Scavolo
La chiesetta di Poggio Scavolo
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Poggio Scavolo è una piccola frazione del Comune di Sant'Agata Feltria che domenica sarà insignita della visita del Vescovo Beneventi, in occasione della tradizionale festa della Madonna. Franco Vicini, ex sindaco ed esperto di storia locale, racconta che la zona, ricca di pascoli, boschi e acque abbondanti, fu abitata sin dall'antichità, per poi essere resa famosa "dal castello sorto a Scavolo, l'antico Scubitulum o Scaulum, che significa forse il ricordo del grande scavo che si fece per costruire in una posizione strategica quel castello".

I primi Signori furono i Peruzzi, racconta Vicini: "Parenti di un Vescovo che, volendo far troppa politica, fu esiliato da Firenze verso Fano per poi finire a Sarsina. Questa famiglia si espanse un po' ovunque, in zona, fino a Sausa e Rosciano (non dimentichiamo che Rivolpaio e S.Vitale erano nella Diocesi di Sarsina fino al 1997) e finché Signori di Scavolo non divennero i Paggetti, esiliati anch'essi dalla Toscana, ma con finanze decisamente superiori. Fu con questa illustre famiglia che Scavolo godette di un enorme prestigio ed autonomia, sino ad esser elevato al rango di Comune appodiato a Sant'Agata ed avere giurisdizione sino a Valbigno e ai Piani, che si chiamavano, appunto, Piani di Scavolo. C'era persino un notaio e la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta".

Così si sviluppava anche Poggio: "Anticamente Podium è un toponimo molto ricorrente che significa piccolo colle o altura con non aspri ma dolci declivi, che si ritrova al centro di una zona allora popolatissimache comprendeva una vastità di borghi che non tutti ricordano: Rivolpaio, San Vitale, Campo del Fabbro, Casavecchia, Grifo, Vacaldo, Scavolo, Casaccia, Montebono, Cantuccio, Sausa".

"Un poco per volta Poggio veniva scelta, per la sua posizione e per il numero degli abitanti, come sede di diversi servizi: la scuola, il seggio elettorale, la rivendita sali e tabacchi, il cimitero e il crocevia stradale più importante: salendo da Sant'Agata ci si ritrova, appena passato il bel borgo antico, in un quadrivio che porta a Rivolpaio, a Vacaldo o al castello di Scavolo, ora sistemato e rilanciato verso una nuova e prestigiosa attività da un ramo della famiglia Ghetti, ovvero i discendenti dei Paggetti", chiosa Vicini.

Oggi Poggio Scavolo, a dieci minuti dal centro di Sant'Agata, vive in condizioni di spopolamento: sono una decina i residenti, più un'altra decina nelle zone limitrofe. Nonostante lo spopolamento, i pochi residenti continuano a tenere vive le tradizioni e a mantenere l'identità. La visita del vescovo, domenica prossima, è un riconoscimento prezioso: sarà lui a celebrare la Messa nella piccola Chiesa della frazione.

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