"Poggio Torriana? Oramai siamo la grigia periferia di Santarcangelo", la consigliera Macchitella all'attacco
Dopo l'approvazione del bilancio: "Cosa resta di Poggio Torriana?", si domanda la consigliera
Francesca Macchitella, consigliera del gruppo di opposizione "Territorio e Identità", esprime le proprie perplessità dopo l'approvazione del rendiconto di gestione 2025, soffermandosi sulle prospettive del comune. "È ormai evidente, a Poggio Torriana come in tutta Europa, la grave crisi demografica caratterizzata da un invecchiamento record e da un crollo delle nascite e, se in alcuni casi le scelte di dismettere gli esercizi commerciali sono da ricondurre a decisioni dei privati, in altri casi la responsabilità è da addebitare alle scelte politiche, prive di una visione strategica a lungo raggio, al punto che oggi ci si trova a dovere fare i conti con la chiusura o con la riduzione di servizi utili ed essenziali, rivolti a tutta la comunità locale. Assistiamo ad una lenta moria di attività economiche e di servizi nelle parti più alte del territorio, sia di Poggio Berni che di Torriana, zone quasi commercialmente smantellate", esordisce Macchitella. Alla domanda "cosa resta a Poggio Torriana", la risposta della consigliera è impietosa: "Il centro giovani non è più attivo, la sala Diana è chiusa, l'ambulatorio infermieristico di via delle Viole non esiste più, le tre scuole primarie rischiano di ridursi a due, a scapito di quella meraviglia di scuola di Camerano e tra l'altro il terreno è stato acquistato solo un anno fa dal Comune di Poggio Torriana e la struttura è stata messa in sicurezza con i lavori di riqualificazione. La biblioteca comunale, dallo scorso mese di gennaio, ha un'apertura con orari inidonei per gli utenti. La gestione della sala teatrale è in scadenza e dopo un decennio abbondante in cui l'associazione Quotidiana.com ci ha allietato con dei cartelloni teatrali di spessore, con il nuovo bando pubblico c'è il rischio concreto che quell'esperienza possa terminare. Il parco della Cava, luogo di grande interesse naturalistico, è per lo più abbandonato e trascurato, ma guai a chiamarlo degrado".
“Di questo passo, diventeremo inevitabilmente una grigia periferia del Comune di Santarcangelo", conclude Macchitella che auspica l’adozione di un nuovo strumento urbanistico e l’introduzione di politiche innovative che puntino ad un progetto di respiro più ampio nel tempo, che arresti lo spopolamento del Comune.
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