Polemiche sul maltempo, sindaco di Rimini difende lavori alle fogne e avvisa: "Servono risorse ingenti"
La recente ondata di maltempo ha sollevato polemiche politiche e messo in evidenza carenze strutturali: la replica del sindaco di Rimini
La nuova eccezionale ondata di maltempo ha scatenato anche forti polemiche politiche tra il Governo di centrodestra e la Regione Emilia Romagna, amministrata dal centrosinistra.
Anche a Rimini si sono sollevate, sui social, forte critiche nei confronti dell’amministrazione comunale per i danni causati alla città dalla precipitazioni delle ultime 72 ore.
Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad interviene nel dibattito, in primis accusando il centrodestra di “polemica politica organizzata per evidenti fini elettorali con le persone e le imprese romagnole ancora nel fango”, stigmatizzando il “disgustoso sciacallaggio di chi non si ferma neanche davanti al dolore nel tentativo di prendere un voto in più”.
Poi analizza i dati relativi a questa ondata di maltempo: 240-260 mm di pioggia cumulata, quando a settembre in media ne cadono sui 70, di cui oltre 200 nella sola giornata di mercoledì 18 settembre Nonostante questo, evidenzia Sadegholvaad, “Rimini e Provincia hanno subito meno danni a persone e cose rispetto al resto della Romagna”.
“A Rimini non ci sono stati evacuati” e le scuole sono state chiuse un solo giorno, rimarca il sindaco.
“Problemi ne abbiamo certamente avuti e ancora ne avremo, c’è da tenere in stretta osservazione tutta la problematica idrogeologica che riguarda principalmente Valmarecchia e Valconca, non sono mancati casi di allagamenti in strade e case private, ma senza quelle terribili, devastanti immagini che ancora registriamo purtroppo da altre parti della Romagna a cui va la nostra vicinanza e il nostro supporto operativo“, aggiunge.
Il primo cittadino evidenzia gli interventi effettuati proprio per attenuare i danni provocati da questi fenomeni meteorologici estremi, sempre più frequenti e conseguenza del cambiamento climatico: “Mi chiedo cosa sarebbe potuto accadere in questi giorni e negli ultimi 20 o 30 anni se non avessimo avuto le nuove condotte idriche del PSBO; se non avessimo realizzato in anni recenti interventi di ‘taglio’ del flusso delle acque in centro storico (a ogni pioggia, fino a poco tempo fa, il quadrante tra via Castelfidardo, via Santa Chiara, via IV Novembre e parte del Corso d’Augusto finiva sott’acqua)”.
Ma non solo: “Mi chiedo cosa sarebbe successo se negli anni 70 gli allora sindaci Pagliarani e Zaffagnini non avessero realizzato il deviatore sull’Ausa; se quasi un secolo fa non si fosse realizzato il deviatore sul Marecchia. Basta osservare la larghezza del Marecchia o dell’Ausa quando entrano in città e l’ampiezza molto più esigua ad esempio del porto canale dopo il Ponte di Tiberio per capire come, in assenza di quella biforcazione fluviale, tutta Rimini si sarebbe completamente allagata ogni volta che eventi piovosi intensi avrebbero gonfiato il Marecchia o l’Ausa, vale a dire almeno 5 volte dall’anno 2000 in poi”.
Così diventa un’urgenza ridisegnare e intervenire sulle città per evitare gli impatti dei nuovi fenomeni meteorologici.
Con il primo ostacolo rappresetntato dalla burocrazia, evidenzia il sindaco: “Cosa succederebbe oggi se, come un secolo fa, si decidesse di fatto di deviare il corso del Marecchia o dell’Ausa per la sicurezza di Rimini. Saremmo tutti d’accordo? Oppure comincerebbe la solita litania di polemiche, esposti, Tar e Consigli di Stato che lascerebbero i progetti al palo per anni e anni?”.
Servono però tempo e “risorse economiche imponenti, sia per gli interventi sugli ambiti fluviali che su quelli dentro le città riguardanti il miglioramento della rete di scolo e fognaria”.
“E significa – chiosa il primo cittadino – prendere atto che qualcosa sta già profondamente cambiando intorno a noi e allo stesso tempo che occorre superare anche distanze ideologiche per concentrarsi su quello che serve nel rapporto con il contesto geografico, morfologico e naturale che le città hanno intorno. Questo, a mio modo di vedere, è il compito della politica”.
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