Precariato scolastico: docente di religione riminese deve essere risarcito di 50.000 euro
Il docente assistito dall'avvocato Naso, legale della Uil Scuola Nazionale
Importante vittoria giudiziaria per un docente di religione della provincia di Rimini, assistito dall'avvocato Domenico Naso, legale del sindacato Uil Scuola Nazionale, nel procedimento davanti al Tribunale del Lavoro di Rimini. Il giudice Lucio Ardigò ha accolto il ricorso promosso contro il Ministero dell’Istruzione, riconoscendo "l’illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato protrattasi per ben 24 anni".
"La sentenza - commenta il sindacato - rappresenta un passaggio significativo nella battaglia contro il precariato storico nella scuola italiana e rafforza ulteriormente le numerose azioni giudiziarie che la Uil Scuola sta portando avanti a tutela del personale scolastico".
Nel ricorso, il docente aveva evidenziato la sua situazione di precarietà, con contratti a termine "ritenuti illegittimi sia alla luce della normativa nazionale sia di quella sovranazionale, contestando l’abuso nella reiterazione dei contratti per esigenze non temporanee, ma strutturali, dell’amministrazione scolastica". È stata inoltre evidenziata la disparità di trattamento economico rispetto ai colleghi assunti a tempo indeterminato.
Il Tribunale ha riconosciuto pienamente le ragioni del ricorrente, stabilendo che il lavoratore “ha subito l’illegittima precarizzazione del rapporto di impiego” e che ha quindi diritto al risarcimento del danno derivante dall’abuso nell’utilizzo dei contratti a termine. Particolarmente rilevante anche il passaggio relativo all’entità del risarcimento: il giudice ha ritenuto equo liquidare un’indennità onnicomprensiva pari a 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, per una cifra che si aggira intorno ai 50 mila euro.
"La vicenda del docente di religione si inserisce però in un quadro più ampio di tutele che stanno trovando crescente conferma nelle aule di tribunale. In queste settimane, infatti, stanno assumendo particolare rilievo anche i ricorsi promossi per il riconoscimento dell’abuso nella reiterazione dei contratti a termine del personale Ata", evidenzia il sindacato.
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