Prodotti agroalimentari: come assicurare la catena del freddo lungo la filiera?
In particolare, a essere costantemente monitorata è la temperatura di questi prodotti, che deve sempre essere compresa entro intervalli specifici.

Nell’agroalimentare, la catena del freddo assume un’importanza fondamentale, essendo finalizzata a favorire la corretta conservazione degli alimenti deperibili nel percorso che va dallo stabilimento di produzione fino ai punti vendita.
In particolare, a essere costantemente monitorata è la temperatura di questi prodotti, che deve sempre essere compresa entro intervalli specifici. Si tratta di range che si attestano tra -4 e 2°C per il fresco, fino -25°C per il surgelato e tra 8 e -20°C per i prodotti termosensibili.
Ma quali sono le procedure di gestione di questo sistema così strategico per l’intero settore agroalimentare?
Catena del freddo: l’importanza della specializzazione nella supply chain agroalimentare
Il rispetto della catena del freddo interessa la supply chain nella sua totalità, motivo per cui anche le attività di trasporto, logistica e deposito nei magazzini di stoccaggio devono essere a temperatura controllata.
Essendo operazioni delicate e complesse, in genere le realtà dell’agroalimentare optano per esternalizzare questi servizi, rivolgendosi ad aziende specializzate nella gestione della catena di approvvigionamento. In questo modo, è possibile evitare il verificarsi di criticità che potrebbero innescare quei processi di deperimento rei di minare la salubrità dei prodotti.
In quest’ambito, merita senza dubbio una menzione STEF, realtà di riferimento a livello europeo che, oltre a disporre della certificazione IFS Logistic per il trasporto e la distribuzione di alimenti freschi, surgelati e termosensibili, copre l’intero territorio nazionale con una fitta rete di mezzi e filiali a temperatura controllata.
Il servizio, condotto nel rispetto degli standard igienici e della sicurezza alimentare, favorisce una gestione efficiente e specializzata, capace di tenere conto delle numerose criticità che caratterizzano la supply chain del settore agroalimentare.
Supply chain agroalimentare: i mezzi a supporto della catena del freddo
Il rispetto della catena del freddo lungo quella complessa rete che congiunge il mondo della produzione a quello della distribuzione, non può prescindere dall’utilizzo di mezzi refrigerati.
Il trasporto dell’agroalimentare dev’essere condotto infatti esclusivamente attraverso veicoli predisposti per questo genere di operazioni, ma soprattutto equipaggiati con quei sistemi di monitoraggio che permettano di supervisionare in ogni momento i livelli di temperatura.
Al variare delle esigenze, è possibile adoperare piccoli furgoni o grandi autoarticolati, entrambi dotati di apposite celle frigorifere, nelle quali il vano di carico è mantenuto a temperatura costante tramite un apposito termostato di controllo.
L’utilizzo di questi mezzi permette di coprire distanze notevoli e raggiungere la distribuzione di prossimità senza che i beni trasportati subiscano sbalzi termici, rispondendo efficacemente a tutte le esigenze della piccola o grande distribuzione organizzata, del comparto ho.re.ca., ma anche dell’home delivery del fresco.
Naturalmente, il rispetto della catena del freddo deve proseguire in ogni anello della catena, anche quando il prodotto giunge a destinazione: difatti, affinché i beni deperibili non subiscano scostamenti dalla loro temperatura di conservazione, è fondamentale che vengano collocati all’interno di apposite celle o banchi frigoriferi, in cui sia sempre possibile monitorare la temperatura in prossimità della linea di massimo carico.
Il rispetto di queste procedure permette ai consumatori di portare in tavola prodotti agroalimentari eccellenti e dalle proprietà organolettiche inalterate, ma soprattutto completamente sicuri dal punto di vista igienico-sanitario.