Quando al largo di Rimini nacque uno Stato: 56 anni dall’Isola delle Rose

La piattaforma ideata da Giorgio Rosa nel 1968 si proclamò Stato indipendente al largo della riviera, diventando un caso politico internazionale

A cura di Redazione Redazione
01 maggio 2026 06:18
Quando al largo di Rimini nacque uno Stato: 56 anni dall’Isola delle Rose - Isola delle Rose (foto da "Rimini Sparita")
Isola delle Rose (foto da "Rimini Sparita")
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Sono passati 56 anni da quando, il primo maggio 1968, a sei miglia al largo di Rimini, nacque uno degli esperimenti più audaci e visionari del dopoguerra italiano: l’Isola delle Rose. Una piattaforma in acciaio di 400 metri quadrati, progettata dall’ingegnere bolognese Giorgio Rosa, che in quel giorno si proclamò Stato indipendente, con tanto di lingua ufficiale (l’esperanto), francobolli, moneta e un’idea radicale di libertà.

A distanza di decenni, quella storia continua a esercitare un fascino unico. Non solo per l’impresa tecnica, ma per il contesto in cui esplose: l’Italia del ’68, attraversata da tensioni sociali e fermenti culturali, e la Riviera romagnola nel pieno del boom turistico. Un luogo e un tempo in cui tutto sembrava possibile, perfino fondare una micronazione in mezzo all’Adriatico.

Un caso internazionale nato davanti a Rimini

La piattaforma, inizialmente tollerata, divenne presto un caso politico. L’idea di uno “Stato libero” fuori dalle acque territoriali, capace di attirare visitatori e attenzione mediatica, mise in allarme il governo italiano. Nell’estate dello stesso 1968, i militari occuparono l’Isola delle Rose: fu, come ricordano le cronache, la prima e unica azione di guerra dell’Italia repubblicana contro un’entità autoproclamata. Pochi mesi dopo, la struttura venne fatta brillare.

Un mito che continua a riemergere

La vicenda è tornata recentemente al centro dell’immaginario collettivo anche grazie al film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose di Sydney Sibilia del 2020, che ha riportato al grande pubblico l’audacia di Rosa e il clima della Rimini degli anni Sessanta, tra boom turistico, fermenti culturali e tensioni politiche. Una rilettura pop che ha riacceso la curiosità per documenti, testimonianze e materiali d’epoca, come quelli raccolti nel cofanetto uscito a Rimini per il cinquantesimo anniversario.

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