Quando la ricerca del lusso si trova in un calice

Champagne per brindare diceva la canzone

12 giugno 2026 06:00
Quando la ricerca del lusso si trova in un calice -
Condividi

Quale mistero si cela dietro queste bottiglie scintillanti con le loro etichette che hanno un “non so che di regale”? quale magia rende lo Champagne così irresistibile, Il segreto è forse racchiuso nel rapporto tra il prezzo e piacere di berlo?

Sta di fatto che dietro a ogni pezzo c'è un lavoro immenso: tempi d'attesa lunghissimi per una produzione impeccabile. Un capolavoro di maestria, fatto di passaggi rigorosi, segreti artigianali e profonda conoscenza, e così anche l’aspetto economico influenza inevitabilmente questo superbo prodotto.

Perciò benvenuti nel mondo delle bollicine, del fascino unico del perlage, di bollicine fini che si sprigionano verso il cielo quasi come rincorressero l’assoluto trasmettendo una naturale vitalità e solleticandone il gusto, amplificando quella sensazione di euforia che proviamo solo e semplicemente assaggiando un sorso.

Ma quando sentiamo parlare di Pas Dosè ,Blanc De Blancs, Millesimè…ne comprendiamo davvero il significato ,sappiamo che cosa stiamo bevendo?

Ogni parola racchiude una scelta adeguata di stile ed è per questo che lo Champagne è uno dei vini più tecnici da conoscere.

Ad esempio l’Uva che viene utilizzata detta stili diversi:

Il Blanc de Blancs è lo champagne prodotto esclusivamente con uve a bacca bianca, offre un profilo aromatico di estrema leggerezza e delicatezza.

In foto Champagne Blanc de Blancs
In foto Champagne Blanc de Blancs

Il Blanc de Noir è lo champagne ottenuto da sole uve nere, con aroma più deciso ed un poco più graffiante.

In foto Blanc de Noir
In foto Blanc de Noir

Il Rosè d’assemblage è lo champagne ottenuto con l’aggiunta di un sorso di vino rosso (tecnica dello saignée che fu per me anche domanda d’esame, impossibile da dimenticare!). Si tratta di una tecnica francese anche nota come "salasso" o "sanguinamento", ed è un metodo di vinificazione ideale per dare vita a vini rosati di eccezionale livello.

Chiudete gli occhi e provate ad immaginare di odorare un bouquet di fiori di Oleandro.

In foto Fhilipponnat Rosé
In foto Fhilipponnat Rosé

Come scegliere quindi quello che più ci si addice?

E’ importante ricordare che quando l’etichetta di una bottiglia riporta la menzione Gran Cru , o Premier Cru o Cru ci sono delle differenze basilari (e di costo) previste dal disciplinare della Champagne, ed il sistema di classificazione storico prevede queste tre menzioni:

Grand Cru è quella che rispecchia il vertice della piramide cioè la menzione più prestigiosa, riservata esclusivamente alle uve coltivate nei territori dei comuni d'élite della regione che sono solo 17 e che per questo potrà essere riportata in etichetta.

In foto Il Cristal Gran Cru
In foto Il Cristal Gran Cru

La Premier Cru invece definisce un’eccellenza intermedia, ma anch’essa caratterizzata da standard produttivi altissimi. La menzione può essere riportata sull’etichetta solo se le uve non vengono mescolate con altre che non appartengono a questi denominazione.

Cru rappresenta la base della piramide, che copre la stragrande maggioranza della produzione della regione. In etichetta leggerai semplicemente la dicitura standard "Champagne".

Nello specifico quando stappiamo una bottiglia di Metodo Classico, o Champenois, non stiamo solo versando un vino, ma stiamo celebrando un lunghissimo viaggio fatto di precisione, tempo e assoluta maestria.

Un dettaglio non da meno è sapere che il termine Champenois è quello originale e questa dicitura può essere usata esclusivamente per i vini prodotti nella regione della Champagne, in Francia.

Il termine Metodo Classico è invece quello ufficiale che l'Italia e altri paesi europei utilizzano per indicare lo stesso identico processo di spumantizzazione (rifermentazione in bottiglia).

Tutto quindi ha inizio molto prima che compaiano le bollicine. Tutto inizia attraverso un lavoro straordinario chiamato assemblaggio dove il produttore unisce vini base diversi per creare la sua cuvée e dare l'impronta stilistica finale della cantina. Per farlo, può attingere ai vins de réserve, ovvero vini pregiati di annate precedenti conservati gelosamente per garantire costanza e complessità. Quando invece l'annata è davvero eccezionale, il produttore sceglie di non fare tagli e di dare vita a un millesimato, uno spumante unico prodotto esclusivamente con le uve di quella singola vendemmia.

E poi una volta creata la cuvée perfetta, entriamo nel cuore del Metodo con il tirage. Il vino base viene imbottigliato con l'aggiunta di lieviti e zuccheri, dando il via alla prise de mousse, la cosiddetta presa di spuma. Sigillato nella bottiglia, il vino compie la sua seconda fermentazione, dove i lieviti trasformano lo zucchero in anidride carbonica, creando le tanto agognate bollicine. Dopo mesi, o spesso anni di riposo al buio e a contatto con questi lieviti, arriva il momento di separarli dal vino. Inizia così il remuage: le bottiglie vengono ruotate e inclinate progressivamente giorno dopo giorno, per far scivolare e raccogliere tutti i residui dei lieviti nel collo della bottiglia.

In foto il 'remuage'
In foto il 'remuage'

A questo punto si procede con il la sboccatura (dégorgement,). Il collo della bottiglia viene ghiacciato e il tappo rimosso per un istante: la pressione interna espelle all’istante il deposito di lieviti. L'ultimo tocco è il dosage, l'aggiunta finale che determinerà il carattere e la classificazione dello spumante. Qui il produttore introduce la liqueur d’expédition, una miscela segreta di vino e zucchero utilizzata per rabboccare la bottiglia e bilanciare l'acidità e contenuto.

Se la liqueur contiene zuccheri, avremo le classiche sfumature che vanno dal Brut al Demi-Sec. Ma se il produttore decide di non aggiungere alcuno zucchero, allora avremo un Pas Dosé (o Dosaggio Zero): un vino nudo e tagliente, che esprime senza filtri la vera identità del territorio e della cantina.

In foto Champagne Zero Dosage
In foto Champagne Zero Dosage

Ed eccolo il vero fascino dello Champagne, bottiglie vive di infinite sfumature, figlie di una straordinaria tecnica e di filosofie visionarie. Questo perché lo Champagne è molto più di un vino: rappresenta il simbolo indiscusso dei momenti memorabili. Aldilà dell'estetica impeccabile pulsa un mix perfetto di eredità storica, precisione scientifica e fatica. In ogni calice si ritrovano tutti questi elementi, fusi in una successione di passaggi così accurata da trasformare la tecnica in pura magia, una magia che conquista i sensi ed accende il buonumore.

….come diceva Madame Bollinger mi piace ripetere a me stessa…..”Champagne lo bevo quando sono contenta e quando sono triste. Talvolta lo bevo quando sono sola, quando sono in compagnia lo trovo obbligatorio! “

Ogni occasione va scelta, Enjoy!.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail