Quarant’anni di elisoccorso: numeri record anche in Romagna, 592 missioni nel 2025

Nel 2025 oltre 2.300 interventi in Regione e 100mila minuti di volo

30 marzo 2026 13:40
Quarant’anni di elisoccorso: numeri record anche in Romagna, 592 missioni nel 2025 - Elisoccorso ARCHIVIO
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Da quel 14 giugno 1986, quando all’Ospedale Maggiore di Bologna fu attivata la prima base di elisoccorso regionale, sono passati quarant’anni. Quarant’anni che hanno visto rafforzarsi e crescere, in Emilia-Romagna, un servizio di fondamentale importanza: l’emergenza in elisoccorso del 118.

Nel 2025, annuncia la Regione Emilia Romagna in una nota, sono stati effettuati 2.300 servizi di emergenza e 100.805 minuti di volo; 2.963 sono stati i pazienti soccorsi. Risultati resi possibili grazie agli investimenti fatti dalla Regione, 24 milioni 606mila euro spesi nel 2025, equivalenti a un costo per abitante di 5,5 euro; ai mezzi e alle tecnologie più avanzate di cui sono dotati; alla capillarità delle piazzole di decollo e atterraggio, 278 e in costante aumento; all’efficienza della complessa macchina organizzativa, con circa 180 persone tra piloti, medici, infermieri, tecnici, operatori antincendio, amministrativi che gravitano intorno all’attività.

“Siamo orgogliosi di questo servizio di straordinaria importanza garantito dal nostro sistema sanitario pubblico - afferma l'assessore Fabi-. E riconoscenti alle donne e agli uomini che ne permettono il funzionamento e l’operatività 24 ore su 24, perché è grazie a loro che ogni giorno, ogni anno si riescono a salvare tante vite umane, visto che l’impiego dell’elisoccorso avviene soprattutto per patologie tempo-dipendenti. Sono gli stessi numeri a rivelare la complessità e la forza di questo sistema, su cui continueremo a investire in termini di risorse, tecnologia, strumentazioni, capillarità sul territorio e formazione del personale. Nel 1986- spiega l'assessore- l’Emilia-Romagna fu la prima Regione ad investire nell’elisoccorso e la prima ad avere, nel 1992, una centrale operativa completamente informatizzata; nel 2017 il servizio è stato esteso anche alle ore notturne: questo è il nostro orizzonte, guardare avanti e continuare ad investire per raggiungere risultati ancora migliori”.

I dati 2025 dell’elisoccorso in Emilia-Romagna

Sono stati 2.300 i servizi di emergenza in elisoccorso del 118 dal 1^ gennaio al 31 dicembre 2025, di cui 951 effettuati dalla centrale operativa Emilia Est (di cui 573 con Eli Bologna e 378 Con Eli Pavullo), 592 da quella della Romagna (Eli Ravenna) e 758 coperti dalla centrale operativa Emilia Ovest (Eli Parma)

I pazienti soccorsi sono stati complessivamente 2.963 (944 Eli Parma, 770 Eli Bologna, 441 Eli Pavullo, 808 Eli Ravenna). 100.805 i minuti di volo effettuati.

L’impiego dell’elisoccorso avviene secondo criteri clinico-organizzativi definiti dalle centrali operative 118 e dal sistema di emergenza territoriale e riguarda prevalentemente interventi per patologie tempo-dipendenti (FHQ) quali traumi maggiori, arresto cardiaco, ictus, sindromi coronariche acute e altre condizioni critiche. Il mezzo aereo viene attivato sia per garantire tempestività di soccorso in aree rurali o distanti dai principali centri ospedalieri, sia per assicurare durante il trasporto un trattamento avanzato e la rapida centralizzazione dei pazienti verso i centri Hub della rete regionale delle emergenze.

278 piazzole d’atterraggio e decollo

"Il punto di forza del sistema elisoccorso notturno è proprio la capillarità delle piazzole di atterraggio e decollo, che sono in costante aumento e sono distribuite in tutto il territorio regionale", spiega la Regione. A oggi sono 278. Di queste, 142 nell’area Emilia Est (69 nel territorio bolognese, 47 nel modenese, 26 nel ferrarese), 87 nell’area Emilia Ovest (38 nel parmense, 25 nel reggiano, 24 nel piacentino), 49 nell’area Romagna (18 nella provincia di Forlì-Cesena, 19 nel ravennate, 12 nel riminese).

Durante il giorno gli elicotteri possono atterrare in qualsiasi area in cui sussistano le condizioni di sicurezza per l’equipaggio e i pazienti; grazie alle tecnologie avanzate, all’utilizzo dei visori notturni e all’esperienza maturata dagli equipaggi, anche di notte si può atterrare in aree non precedentemente conosciute o censite: ogni punto è dunque atterrabile con modalità identiche a quelle diurne, anche se le piazzole rimangono la spina dorsale del sistema di risposta dell’elisoccorso.

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