Vincolo sportivo e contratto sportivo con tasse, è rivoluzione per il calcio dilettanti. Novafeltria in Eccellenza: il punto. Gli organici a metà luglio
Vincolo sportivo e contratto sportivo: il punto
Vincolo sportivo e tassazione, il calcio dilettantistico in subbuglio per le nuove norme del decreto legislativo 36/2021.
Sparisce infatti il vincolo sportivo che legava un calciatore di un settore giovanile a una società dilettantistica dai 16 anni fino ai 25, mentre per le società professionistiche il limite massimo erano i 19 anni (dopodiché, o contratto da professionista o svincolo). La riforma ha effetto da ieri (sabato 1 luglio) e abolisce il vincolo sportivo.
Facciamo un esempio concreto. Marco e Luca sono due coetanei. Marco a 14 anni fa parte del vivaio del Milan e i suoi genitori firmano il tesseramento per proseguire con il Milan: con la società rossonera sarà legato dal vincolo sportivo fino ai 19 anni, dopodiché sarà svincolato, a meno che il Milan gli faccia firmare un contratto da calciatore professionista (poniamo ai 17 anni: in tal caso, con un quinquennale, sarà legato al Milan fino ai 22 anni).
Luca invece fa parte di una società dilettantistica. Al 16esimo anno di età, con il tesseramento, rimane legato a quella società fino ai 25 anni.
Con la normativa del milleproroghe, il vincolo sportivo sparisce e il tesseramento può durare solo 12 mesi (poi 24 mesi a seguito di modifica: ne parleremo):
In pratica, con la nuova normativa, Luca, sbocciato ai 18 anni nel vivaio della società dilettantistica, può svincolarsi e firmare per il Milan ed essere inserito nella formazione Primavera rossonera a costo zero. Con il vincolo sportivo, il Milan avrebbe dovuto pagare il costo del cartellino alla società in cui Luca era tesserato (fino ai 25 anni).
Per questo è stato pensato un premio di valorizzazione: per ogni anno trascorso in una società, questa avrà un rimborso calcolato su parametri da definire.
Vincolo sportivo: decreto correttivo e la fase transitoria
Come spiegato ai nostri microfoni dal presidente della Figc Emilia Romagna, Simone Alberici, un successivo decreto varato dall’attuale Ministro dello Sport Abodi ha corretto il tiro: per gli atleti dai 16 ai 18 anni il tesseramento avrà una durata di due anni. Poi è stata introdotta una fase transitoria.
I calciatori delle annate 2003-2005 (19-20 anni) saranno vincolati alle loro società per altre due stagioni, dal 1 luglio 2023 al 30 giugno 2025.
I calciatori delle annate 2005, 2006, 2007 (16-18 anni) saranno vincolati per altre tre stagioni, dal 1 luglio 2023 al 30 giugno 2026.
Ricordiamo ovviamente che i tesserati delle annate dal 2003-2007, con il vecchio regime del vincolo sportivo, sarebbero stati legati alle loro società fino al compimento dei 25 anni (per i 2003 fino al 2028, per i 2004 fino al 2029 ecc.).
E un giovane calciatore nato il 3 giugno del 2008? Il 1 luglio 2024, quando firmerà per una società, avendo compiuto 16 anni, sarà legato a quella società fino al 30 giugno 2026 (rapporto biennale e non pluriennale). Il 1 luglio 2026 sarà libero di firmare anche per una squadra professionistica, entrando in una squadra primavera, a costo zero.
Altro esempio: se lo stesso giovane calciatore dovesse firmare a 16 anni, il 1 luglio 2024, per una società dilettantistica e se quella società dovesse fallire, a 17 anni si potrebbe legare con un’altra società per due anni grazie alla nuova normativa, dal 1 luglio 2025 al 30 giugno 2027.
Vincolo sportivo: i rischi
Vi abbiamo già fatto l’esempio del calciatore gioiello di una società dilettantistica che a 18 anni saluta tutti per andare a zero (o quasi: c’è solo il premio di valorizzazione) in una squadra professionistica. Non è l’unica criticità della riforma.
Infatti ogni società con il settore giovanile dovrà inevitabilmente aumentare i costi del tesseramento perché dai bilanci spariranno i ricavi da player trading, sicuramente superiori ai premi previsti dalla riforma.
Perché un tempo la piccola società, grazie al vincolo sportivo, aveva il coltello dalla parte del manico: poteva tranquillamente “mettere all’asta” il talento 18enne tra due o più società, ora invece rimane a mani vuote, fatto salvo il premio di valorizzazione.
Il contratto sportivo
Con la nuova normativa, si applicherà regolare contrattazione ad atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi e preparatori atletici. Quando il rapporto tra il tesserato e la società prevede un esborso annuale di 5000 euro, la situazione rimane invariata.
I contributi Inps (25% della somma) si pagano solamente sulla parte di compenso che eccede i 5000 euro. Se il calciatore dovesse intascare 8000 euro annui, sarebbero tassati 3000 euro (la società dovrà dunque versare 750 euro).
Fino al 31 dicembre 2027 c’è però una riduzione del 50% della somma.
Per ciò che concerne l’Irpef, la franchigia fiscale applicabile è dai 15.000 euro in su. Quindi le tasse si pagano solo sulla parte di somma che eccede i 15.000 euro.
Se il calciatore dovesse intascare 8000 euro annui, pagherebbe i contributi Inps, ma non l’Irpef.
Se il calciatore dovesse intascare 18.000 euro annui, pagherebbe i contributi Inps su 13.000 euro, l’Irpef solo sulla somma eccedente i 15.000 euro, quindi 3000 euro.
Dunque ogni società dovrà avvalersi in sostanza di un segretario perfettamente competente sulla materia fiscale. E si dovrà iniziare a ragionare sul concetto di ingaggio lordo e netto. Rischi? Un proliferare dei pagamenti in nero.
Ripescaggi
“Sui ripescaggi sono cauto. Guardiamo le iscrizioni, poi se ci sarà posto faremo i ripescaggi”. Così il presidente Figc Emilia Romagna Simone Alberici. “Se ci sarà posto, il Novafeltria – quarto in graduatoria – tra ripescaggi in D e fusioni, allora sarà ripescato”.
In questa settimana è atteso un comunicato ufficiale sulle fusioni societarie e “a metà luglio daremo risposte sui ripescaggi”, evidenzia Alberici.
ric. gia.
0.1°